Verso per una strategia utile per i territori

12.09.2021

Arricchire i contenuti del dibattito orientandolo verso una strategia sostenibile

Spesso ci siamo confrontati sulla Sardegna, sul suo territorio, sulle sue debolezze, sulle sue poten­zialità.

L'abbiamo sempre fatto con l'obiettivo di arricchire i contenuti del dibattito pre­sente e futuro orientandolo verso una strategia utile, condivisa e responsabile, nella prospettiva dell'interesse collettivo e dello sviluppo "sostenibile".

A cosa pensiamo quando parliamo di sviluppo, quali scelte bisogna fare, quali sono le esigenze e le peculiarità, quali sono gli strumenti, quanto è importante l'assetto territoriale della Regione, quanto è utile l'Urbanistica?

La logica dei "piani casa" ha da tempo rinviato il compito di riscrivere la discipli­na generale per il governo del territorio regionale e ancora oggi non si conosce il destino di molti centri matrice, di quel­le porzioni di centro abitato che neces­sitano di pianificazione e recupero, di tutela e valorizzazione.

Il disastro provocato dai recenti incendi ci pone di fronte ad una "questione ter­ritoriale" che non può più essere rinvia­ta, ma che va affrontata e risolta conte­stualmente al tema delle zone interne. Gran parte del territorio regionale è afflit­to da un costante declino economico, dalla diminuzione della popolazione, dall'esodo dei giovani, dalla dispersione scolastica: diverse zone della Sardegna sono svantaggiate dal punto di vista del­l'accessibilità e delle occasioni di lavoro. La disciplina generale per il governo del territorio Regionale dovrebbe essere orientata sempre più verso la semplifi­cazione, la condivisione e l'efficacia. Bisogna andare oltre la non più propo­nibile filosofia alla base dei "piani casa": è necessaria una nuova Legge Urbanistica Regionale, serve uno stru­mento di riferimento utile e innovativo. Le scelte Urbanistiche dovrebbero essere sempre più indirizzate verso logiche di contenimento e di riqualifica­zione degli spazi urbani ed extraurbani. La creazione di nuove reti e di nuove funzioni potrebbe esercitare un forte influsso sull'evoluzione dei territori, favo­rire lo sviluppo locale, migliorare l'offerta di servizi e la situazione economica. Servono ulteriori strategie basate sulla capacità di esaminare le potenzialità offerte dalle diverse realtà locali, al fine di individuare i fattori che rappresentano la vocazione dei territori: un percorso che parta dalla tutela e dalla valorizzazione del vasto patrimonio ambientale e culturale di inestimabile valore di cui dispone la Sardegna, per il quale potrebbe essere necessario costruire nuovi strumenti attraverso i quali le spe­cificità possano diventare il punto di par-tenza per lo sviluppo.

La nostra "Carta fondamentale del terri­torio", il Piano Paesaggistico Regionale, rappresenta lo strumento che potrebbe orientarci verso una strategia utile, con­divisa e responsabile per la Sardegna. I beni paesaggistici, i beni identitari, gli insediamenti storici, le zone di interesse archeologico e la rete infrastrutturale storica dovrebbero essere posti alla base di una contemporanea logica di pianificazione del territorio Sardo: la loro connessione e la loro fruizione sarebbe fondamentale perchè potrebbe favorire la nascita di nuove centralità.

Si dovrebbe ipotizzare uno sviluppo policentrico, attestato non solo sulle città, sui paesi e sull'agro, ma anche sui beni che rappresentano la nostra iden­tità, per accrescere in modo coeso e sinergico i livelli di competitività e di attrattività, abbattendo le attuali debo­lezze e valorizzando le potenzialità dei diversi ambiti territoriali della Sardegna.

Maurizio Serra

Aprile - Testata Giornalistica Regionale
di Articolo Uno Sardegna