Un anno di Aprile, un anno di opposizione

06.07.2022

Un anno di pubblicazione di "Aprile": 365 giorni di vita quotidiana, ma anche di vita politica, di elezioni amministrative e di eventi consiliari turbolenti. L'unico a conservare la solita flemma pare essere il Presidente della Regione. 

La legge sugli staff e il Super Segretario. 

Avevamo iniziato il nostro racconto, in questo giornale, parlando della "legge poltronificio", al tempo chiamato ancora DL 107, diventato poi la Legge Regionale n. 10 del 21 giugno 2021. Non siamo riusciti a bloccare quella legge, nè come opposizione consiliare, nè con le proteste dei sindacati e dell'opinione pubblica. Oggi, dopo un anno dall'approvazione, ci chiediamo: si trattava davvero di "norme urgenti per il rilancio delle attività di impulso, coordinamento e attuazione degli interventi della Giunta regionale"? I fatti paiono smentire il titolo della legge. Dopo innumerevoli colpi di scena, si è insediato il Segretario Generale della Regione, quel magistrato del TAR che tante volte si era trovato a dirimere controversie relative alla Regione; una nomina se non illegittima, sicuramente non opportuna. Potremmo, tuttavia, immaginare che il suo operato abbia prodotto risultati eccellenti... E' cosi? Non sembrerebbe. Gli unici interventi del Super Segretarissimo sono stati ininfluenti o ridondanti (ricordate il famoso "bignamino" dei procedimenti amministrativi? Ne abbiamo accennato su Aprile n. 10 nell'articolo "Una direttiva può bastare: proclami e finte innovazioni alla RAS"). E la tanto declamata efficienza della pubblica amministrazione, lo sprint che l'esercito dei nuovi assunti negli staff assessoriali doveva dare? Per ora tutto fermo. Non sono stati ancora interamente assunti o la loro presenza è comunque ininfluente. Di sicuro, non sono stati nominati i tre capi dipartimento: anch'essi dovevano, secondo le parole della maggioranza, imprimere nuova linfa all'azione amministrativa attraverso il coordinamento tra Assessorati. A pensar mal, si potrebbe dire che anche queste nomine siano legate alla spartizione del potere dei partiti nello scacchiere regionale. La stessa cosa, ahinoi, possiamo dirla in relazione alle nomine del settore Sanità, un "pasticciaccio brutto" come direbbe Carlo Emilio Gadda, perpetrato sulle spalle dei sardi, con una maggioranza che, lungi da aver posto rimedio alla situazione catastrofica della sanità isolana, rischia (per la presunta illegittimità di alcune nomine carenti di requisiti) di produrre addirittura atti nulli e inefficaci.

Aspettando i CDA.

 E che dire degli enti regionali senza testa? Paradossale la situazione dell'Ente Regionale per il diritto allo Studio Universitario (ERSU) per esempio, che da mesi attende la nomina di un presidente e dei revisori dei conti. Gli effetti di questa inerzia nelle nomine sta producendo seri danni agli studendi universitari sardi e di peggiori potrebbe produrne per il prossimo anno accademico, qualora non vengano definite le nomine. Critica anche la situazione dell'Istituto Superiore Regionale Etnografico (ISRE) che, dopo le dimissioni a fine 2021 della dirigente regionale nominata commissaria nel gennaio 2020 e dopo che per ben 4 mesi la deliberazione di giunta regionale era rimasta segreta, finalmente il 2 maggio 2022 vede nominata un'altra commissaria, sempre dalle fila dei dirigenti regionali. L'ISRE, che per un Presidente Sardista dovrebbe essere il fiore all'occhiello della Regione, un gioiello da esibire, una Ferrari da tenere sempre pienamente in corsa, resta quindi in balia della burocrazia regionale. Le ragioni di queste mancate nomine, di questi ritardi, di queste continue proroghe commissariali hanno un nome: DL 101 "Norme di semplificazione, razionalizzazione e distinzione delle funzioni di direzione politica e direzione amministrativa nell'ordinamento degli enti, agenzie, istituti e aziende della Regione e di altri enti pubblici e di diritto pubblico operanti nell'ambito regionale", nota come "Legge dei CDA". Infatti, dopo la legge dei super staff, la maggioranza vuole (davvero) rivedere i consigli di amministrazione degli enti regionali, anche in barba alla legislazione nazionale, passando dall'amministratore unico a collegi di tre o cinque amministratori, ovviamente con annessa lauta remunerazione. Che ci si riesca o meno è ancora un mistero, ma l'effetto che si produce è di lasciare gli enti senza capo ne coda, con gestioni commissariali tecniche che, per loro natura, non possono avere una visione ampia e una amministrazione politica di ampio respiro. E i sardi? Possono aspettare.

La legge Omnibus e l'attesa della Omnibus 2 

Abbiamo già avuto modo di trattare ampiamente (vedi articolo "Il Supermarket delle risorse pubbliche: la legge omnibus contiene di tutto, discrezionalità senza discrezione" su Aprile n. 7 - dicembre 2021) la legge 17/2021, cosiddetta "legge omnibus": un fritto misto di norme per indirizzare risorse a destinatari "puntuali" e con paternità ben individuabile. Ora, a giugno 2022, possiamo tranquillamente dire che avevamo ragione: l'approvazione di una legge che destina milioni di euro alla fine dell'anno è stata per lo più una sonora fregatura per i beneficiari. Questi ultimi hanno dovuto, loro malgrado, scoprire che una pubblica amministrazione funziona con tempi e regole e che non basta essere assegnatari delle risorse per avere "i soldi in cassa". In pratica, la Regione non è un bancomat! A questo proposito, molti dei denari stanziati sono tornati nel pancione di mamma Regione e aspettano una nuova Omnibus per fare un nuovo giro di giostra. Da mesi infatti, per la precisione da marzo 2022, si susseguono gli annunci della presentazione di una legge "Omnibus 2", panacea di tutti i mali, risolutrice di qualsiasi problema si posi in terra sarda. Fatto sta che, ad oggi, non esiste neppure una bozza di legge... ma il tempo corre! I temi dei ritardi sono sempre gli stessi: il rimpasto di Giunta imminente, i Direttori delle asl, i Capi dipartimento.... Ma questo Godot arriva o no? E intanto i sardi aspettano. Hanno fatto anche cose buone? I risultati, quelli veri che incidono sulla vita delle persone, ci sono stati? Gli obiettivi sbandierati in campagna elettorale sono stati, anche solo parzialmente raggiunti? Noi crediamo di no. E se cosi stanno le cose, ai sardi non resta che continuare ad aspettare. 

Letizia Janas 21.06.2022

Aprile - Testata Giornalistica Regionale
di Articolo Uno Sardegna