Un’aberrante guerra a poveri, ultimi, emarginati

13.12.2021

Il Presidente della Regione, insieme ai leghisti, chiede d'eliminare il RdC

n questi giorni sentiamo e leggiamo argomenti feroci e brutali con­tro il reddito di cittadinanza e gli altri strumenti di sostegno alla povertà. Le destre si riempiono la bocca di parole vuote con il pretesto di affossare il diritto delle persone ad esistere.

È vero, il reddito di cittadi­nanza può essere rifor­mato e si devono creare le condizioni affinché le persone restituiscano in azioni di solidarietà e di lavoro ciò che ricevono economicamente come sussidio. Ma è in atto una campagna inaccettabile di disarticolazione di questo strumento importantissi­mo.

Anche il nostro presi­dente della Regione, Solinas, ha recentemente preso posizione. Solinas, il non­governatore della Sardegna, l'uomo del nulla che con la sua non-politica sta devastando la sanità e sta riu­scendo a farsi bloccare dal Governo nazionale leggi regionali strutturali perché scritte male, si permette di fir­mare, insieme ad altri governatori regionali, un documento in cui chiede l'abolizione del reddito di cittadinanza. Solinas lavora anche a depotenziare il reddito di cittadinanza sardo, il REIS, che, come sapete, è stato frutto del mio impegno in Consiglio Regionale, essendo il primo firmatario della pro­posta di legge che lo istituiva. Negli anni di governo di centrosinistra, il REIS ha permesso a 21 mila famiglie di uscire da una situazione di povertà, consentendo ad una parte di queste di lavorare per la comunità. La firma di Solinas in quel documento è un atto vergognoso.

Siamo alle solite: è necessario trovare un nemico da abbattere per nascondere il malgo­verno. Fino a qualche tempo fa la colpa era dei migranti, oggi ce la prendiamo con i poveri di casa nostra, accusati di essere truffatori e poltroni. Da che pulpito? Sulle truffe sarebbe fin troppo facile fare riferimento ai 49 milioni della Lega, che condivide il gruppo parlamentare proprio con il psdaz di Solinas. Prima di accusare gli altri di essere poltroni, poi, sarebbe interessante andare a vedere le pre­senze in aula dei consiglieri regionali di destra, o il lavoro svolto da giunta e funzionari di nomina politica nei gabinetti degli assessorati per risol­vere i problemi.

Solinas dovrebbe semplicemente chiedere scusa per aver firmato quel­la nota. Deve vergo­gnarsi di chiedere l'abolizione di uno strumento che, soprattutto in questo periodo di pande­mia, è riuscito a dare sostegno con­creto a centinaia di migliaia di persone in difficoltà e ha garantito la pace sociale in questo Paese. Sosteniamo e sosterremo il reddito di cittadinanza e il REIS in ogni ambito istituzionale in cui siamo presenti e ci opponiamo con forza a chi vuole vergognosa­mente cancellarlo.

Luca Pizzuto Segretario Regionale Articolo UNIO di Sardegna

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