Ucraina: la violenza è anche sessuale

07.07.2022

Aumentano le segnalazioni di abusi sessuali nelle città scenario di guerra 

Per fare il punto sui 100 giorni di guerra in Ucraina si è tenuto il Consiglio di Sicurezza dell'ONU; durante il quale Pramila Patten, Rappresentante Speciale del Segretario Generale sulla Violenza Sessuale nei Conflitti ha riferito come crescano le segnalazioni di questo tipo di aggressione, però non sempre vengono denunciate a causa delle circostanze che si hanno nel Paese. Infatti i combattimenti ancora in corso, i grossi sfollamenti interni, le interruzioni dei servizi che si occupano di questi abusi nelle zone occupate e la vergogna sono tutti fattori che portano le vittime di abuso carnale a non denunciare sempre ( s p e c i a l m e n t e nell'Ucraina orientale). Inoltre dei venti centri medici ed ospedali che fornivano assistenza a tali soggetti, con il sostegno dell'UNFPA, operativi fino al 24 febbraio 2022, al 18 aprile solo nove di questi erano ancora attivi. C'è da dire anche che nel contesto odierno molte accuse di violenza sessuale legate al conflitto sono complesse da comprovare, rendendo difficile valutarne la frequenza. Per questo motivo a partire dal 3 giugno, un gruppo di monitoraggio dell'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani ha ricevuto segnalazioni di 124 presunti atti di violenza sessuale legata al conflitto, avvenuti contro vari individui diversi per età e per genere a Chernihiv, Dnipropetrovsk, Donetsk, Kharkiv, Kherson, Kiev. La maggior parte delle vittime sono donne con 56 denunce, seguite da 49 minori (41 bambine, 7 bambini, 1 di genere sconosciuto) e 19 uomini. Purtroppo si ha il sospetto che questi minimi dati raccolti siano solo la punta dell'iceberg, visto che la Federazione Russa ha deciso di usare lo stupro sistematico come arma di guerra. Le operazioni belliche ancora in atto non favoriscono una statistica accurata, ma certo per avere dati solidi non bisogna aspettare la fine della guerra perché anche un solo caso di violenza sessuale è inaccettabile. Pur non avendo numeri definiti è necessario fare l'impossibile per espandere la risposta umanitaria o affinché tutte le parti in campo attuino misure preventive. A questo proposito, la Patten ha lodato la "leadership basata sull'esempio" delle autorità ucraine per quanto riguarda un accordo quadro di cooperazione con le Nazioni Unite sulla prevenzione e la risposta alla violenza sessuale legata ai conflitti, firmato dal vice primo ministro Olha Stefanishyna il 3 maggio a Kiev. L'accordo fornirà un'organizzazione maggiormente efficiente per tutte le parti interessate, comprese le Agenzie ONU nel Paese e in quelli vicini, e si basa su cinque principi principe: 

1) rafforzare lo Stato di Diritto e la responsabilità come aspetto centrale della deterrenza e della prevenzione dei reati che hanno come oggetto la violenza sessuale; 

2) migliorare l'adeguatezza dei sistemi di sicurezza e difesa per la prevenzione della violenza sessuale. Ciò implicherà piani d'azione particolareggiati da parte dell'esercito, della polizia, delle guardie di frontiera, di altre forze di sicurezza e difesa governative, tra cui più di 100.000 volontari; 

3) garantire che i sopravvissuti alla violenza sessuale, così come i loro figli, abbiano accesso a tutta una serie di servizi che li sostengano nel superamento del trauma e non solo; che vanno dalla salute sessuale e riproduttiva al sostegno psicologico, dall'assistenza legale e socioeconomica al loro reinserimento nella società;

4) sostenere che l'abuso sessuale sia inquadrato all'interno di un accordo di cessate il fuoco e che tal reato si rifletta in ultima istanza in qualsiasi tipo di disposizione di un accordo di pace, incluse quelle relative agli accordi di sicurezza e ai meccanismi di giustizia transitoria; il che significa salvaguardare il divieto esplicito delle amnistie per i crimini di violenza sessuale. In più è basilare garantire la piena, equa e concreta partecipazione delle donne a tutti i processi politici, vale a dire anche nei negoziati di pace. Le organizzazioni ucraine guidate dalle donne sono attive in prima linea nella risposta alla violenza sessuale e di genere, ma finora sono state escluse da qualsiasi tavolo negoziale; 5) sconfiggere la tratta di persone legata ai conflitti a scopo di sfruttamento sessuale e prostituzione; per attuare ciò è necessario rendere consapevole e formare il personale di tutte le forze armate ed i funzionari dell'immigrazione e richiederà l'intervento degli Stati confinanti o di accoglienza, nonché delle istituzioni dell'Unione Europea. Alquanto spesso le esigenze del sesso femminile in situazioni belligeranti vengono trascurate e trattate come secondarie. Il suddetto accordo le pone in primo piano e chiede la solidarietà della comunità internazionale nel sostenere le autorità ucraine. Per concludere c'è da menzionare il fatto che il rischio di traffico è allarmante; in quanto, soprattutto i primi giorni dell'esodo, si è verificata una quasi totalità di mancanza delle credenziali relative alle offerte di alloggio e di trasporto per i rifugiati specialmente per quelli esterni, per la limitata capacità dei servizi di protezione in proporzione al volume degli sfollati e per la poca, nessuna formazione o inesperienza dei volontari. È fondamentale creare solidi sistemi di protezione in tutte le nazioni di transito e di destinazione, nonché in ogni valico di frontiera. La crisi umanitaria si sta trasformando in una tratta di esseri umani.

 Valeria Sirigu 27.05.2022 

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