TURISMO.. VIAGGIARE.. IN PUNTA DI PIEDI... TRA ECOLOGIA E DIRITTO…

13.12.2021

Premessa la dovuta constatazione di una sempre maggiore rapidità e convenienza dei mezzi di trasporto, dell'accesso e tempestività delle informazioni, della facilità delle transazioni e dei pagamenti, sempre più il turismo, da prodotto di gruppo, di massa, di classe sociale, di "status symbol", tende a diventare prodotto individuale, anzi "singolare" o meglio "originale" per tutti, in quanto l'avvento di reti di telecomunicazioni interconnesse, GDS, OTA o altre piattaforme, mettono sempre più in contatto diretto chi da una parte offre un bene o un servizio e chi dall'altra lo acquista con sempre minori intermediari.

Lo studio statistico delle scelte umane non previste, anche per situazioni improvvise, conferma la sempre maggior presenza di un turismo di tipo esperienziale e in particolare sempre più culturale. Il turista tende a diventare sempre meno turista e sempre più viaggiatore. Sempre più sensibile al non violentare con i propri usi e costumi i luoghi visitati e sempre più propenso nel voler subire la violenza di culture diverse.

Il turismo deve essere responsabile, cioè deve considerare l'impatto etico sui cittadini del luogo e il loro sviluppo economico e sociale. Deve essere sostenibile, cioè deve considerare l'impatto sull'ambiente.

Qualsiasi iniziativa turistica non può essere considerata ecosostenibile se non tiene conto delle eventuali aggressioni che si possono arrecare alla flora e alla fauna del territorio, dell'eccessivo consumo delle risorse naturali, in particolare dell'acqua, dal momento che spesso viene compromesso non solo il contesto ma anche l'equilibrio di una economia spesso fragile e in stato di sofferenza, basata per lo più su risorse agricole tipiche da proteggere e su arti e professioni destinate purtroppo a scomparire.

Bisognerebbe chiedersi se le iniziative, a medio e a lungo termine, tenuto in debito conto l'impatto sull'ambiente e sull'economia locale, possano consentire uno sviluppo economico e sociale superiore ad altre modalità di intervento.. se cioè la realizzazione di progetti più sostenibili dal punto di vista dell'impatto ambientale possano considerarsi più responsabili dal punto di vista dello sviluppo socioeconomico della collettività locale.

Spesso la realizzazione di iniziative pseudo turistiche del tipo residenziale riflettono un concetto di turismo ormai superato, in quanto l'orientamento tende a diversificare sempre più le vacanze nel corso dell'anno, e comunque in posti diversi, secondo le esigenze dei vari componenti della famiglia, nella loro diversità di genere e di numero, in una società con sempre meno giovani e più anziani soli e bisognosi di assistenza.. (67 neonati ogni 100 decessi come nel 1918).

Dal punto di vista culturale, spesso il turismo non tiene conto della fame e del bisogno di ecologia, di rispetto dell'ambiente e della salute delle persone, del rapporto paritario che l'uomo dovrebbe avere con l'ambiente(Pepe Mujica), dei grandi movimenti ecologici giovanili (Greta Thunberg), laici(Summit della Terra di Rio, Pro Amazzonia, Cop26 di Glasgow), religiosi (Rerum Novarum, Laudato si, Sinodo per l'Amazzonia).

Né del nuovo modello climatico che si va prospettando nei prossimi decenni con l'innalzamento delle temperature, dello scioglimento dei ghiacciai e l'innalzamento del livello dei mari. Del rispetto dell'acqua come diritto alla vita dell'uomo e di tutti gli esseri viventi di questa terra. "Il cui potere di controllo non dovrebbe comunque superare il dovuto fabbisogno",

Dal punto di vista storico giuridico, spessosussistono gli estremi di attentati belli e buoni al concetto di uso civico nei vari territori, o perlomeno come tali riconosciuti già dall'origine, e che si è andato man mano attenuando e/o perdendo per distrazione, ignoranza o improntitudine e incompetenza di amministratori e burocrati, forse poco sensibili alla cultura del "bene comune".

Trattasi di "godimento collettivo" che viene esercitato dai membri di una comunità, su terreni di proprietà pubblica o di privati, da migliaia di anni di storia del diritto, dai grandi filosofi greci, ai padri della Chiesa, alla Magna Carta, fino ai recenti Elinor Ostrom, Paul Samuelson, Stefano Rodotà, Ugo Mattei, Riccardo Petrella, Giovanna Ricoveri.

La cultura dei beni comuni, come si è visto anche durante i lavori del disegno di legge in commissione Rodotà, subisce continui tentativi di scardinamento a livello legislativo, soprattutto per quanto previsto nell'articolo 822 del nostro codice civile, come "inderogabilmente pertinente al demanio pubblico".

C'è da domandarsi per quanto tempo ancora, sotto i colpi di questa subdola persuasione e falsa cultura liberale, come cittadini di questa Nazione potremo difendere questa ricchezza, per definizione dello Stato, perché resti non cedibile, alienabile, né usucapibile, proprioper il futuro e il bene dei nostri figli e nipoti, come patrimonio comune di tutti i cittadini, in egual misura ".. senza distinzione di.. condizioni personali e sociali".

Ne fanno parte il lido del mare, la spiaggia, le rade e i porti; i fiumi, i torrenti, i laghi e le altre acque definite pubbliche; i boschi e le alte vette.. e l'acqua è sicuramente il bene più prezioso..

Il problema è che spesso siamo perdenti di fronte alla moltitudine di tecnici ambiziosi, che credono di essere gli unici depositari della bellezza e dell'originalità e vogliono ridurre tutto a semplice valutazione tecnica.. Infatti possono benissimo dimostrare che si può costruire la Torre Eiffel sulla cima dell'Everest. Io invece vorrei chiedere: ha senso costruire la Torre Eiffel sulla cima dell'Everest? o chiudere una spiaggia o una pineta ai molti per il piacere dei pochi? o dire ad un pino "fatti più in là" .. E' qui il problema..

Mentre io vorrei assolutamente vederlo da una prospettiva diversa.

Viviamo nello stato del diritto della proprietà privata.. di quella intellettuale.. Forse un animale, una pianta, la natura stessa non ha il diritto di essere, di avere una sua "proprietà privata" oltre cui non si può andare? Ecco che allora si può capire come spesso a "turismo" sia dato un significato sbagliato.. e non certo quello di andare a "casa altrui" come ospite, per conoscere usi, costumi, credo, parole e silenzi di un paese, di un popolo, di una foresta, di una montagna.

Questa non è filosofia.. né solo un modo di pensare.. Mi viene in mente Pepe Mujica.. Per lui è qualcosa di più. Lui è un modo di vivere.. è l'esempio vivente del raggiunto equilibrio e convivenza uomo ambiente.. come se riconoscesse a Madre Terra una propria "umanità".. in un rapporto paritario e non subalterno.

Lo immagino raccogliere un frutto necessario alla sua vita e chiedere ad alta voce "scusa, posso?".. e aspettare una risposta.

Ci sono dei beni che hanno un rapporto diretto con i diritti fondamentali delle persone. Tra i diritti fondamentali.. il diritto alla vita.. quindi l'acqua, l'aria, la terra.. ma non solo.. l'istruzione, la salute, il lavoro.. e la dignità.

La persona come punto di incidenza di diritti fondamentali che devono poter trovare la loro concreta manifestazione e ovviamente attuazione.

Mujica supera il limite intellettuale del concetto di "bene comune", lui è ben oltre, lui vive la consapevolezza di essere parte di quei "beni comuni" come insieme delle condizioni di vita di una società, che favorisce il benessere, il progresso umano di tutti i cittadini. In lui non si vede povertà. In lui si vede ricchezza. A questo punto domandiamoci "chi è l'alieno..?"

Forse ci troviamo di fronte alla esigenza di concepire e creare un nuovo tipo di società, dove i beni comuni, necessari alla vita, non devono essere censuari ma garantiti.

Solo su questi presupposti si può costruire una mentalità basata sulla inutilità dell'accumulo e dell'evasione nel dover concorrere tutti quanti al benessere collettivo, verso la sovranità del diritto e della dignità del lavoro.

Non intendo indagare dei perché ognuno di noi possa arrivare a simili conclusioni. Ma se tutti quanti "persone non credenti ma pensanti" che il valore "uomo" è e deve essere al di sopra di ogni ideologia e schieramento politico, sindacale e religioso, la smettessimo di escludere invece che di includere e condividere, forse qualcosa di diverso si potrebbe fare..

Appunti e riflessioni.. Corrado Bisogni, 01/12/2021 

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