SICUREZZA SUL LAVORO

31.07.2022

Sicurezza e salute nei luoghi di lavoro. Alcune considerazioni 

Nell'iniziare a scrivere questo pezzo, mi sono sentito leggermente in difficoltà. In questo momento, drammatico, per le vicende della sinistra e per la storia del Paese, scrivere di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro sembrerebbe quasi un abuso: un parlare di vestiti puliti o di igiene personale, in guerra, mentre si deve stare sdraiati nel fango sotto il fischio delle granate e dei proiettili della mitraglia. In realtà, è proprio in questi momenti che bisogna alzare la testa e reclamare il proprio ruolo di esseri umani quando, tutto intorno, imperversano la brutalità e l'istinto predatorio insieme ad un degenerato istinto di sopravvivenza, che sembrano prendere il sopravvento e riportare l'uomo alla sua origine bestiale. Ho pensato fosse giusto questo mio pensiero perché mi sono venute a memoria le parole di mio padre, quando raccontava di quei "ventiduemesisottoleesseesse", scrivo queste parole così, come lui le pronunciava. In quella situazione, diceva, le persone morivano come mosche e uno dei fatti che lo avevano tenuto in vita, era proprio l'aver capito che bisognava, ad ogni costo, perseguire l'igiene personale ed evitare di mangiare le bucce di patata recuperate dai rifiuti. In caso contrario, oltre alla miriade di motivi ed occasioni che potevano portarti alla morte, si sarebbero aggiunti quelli dovuti ad infezioni da piaghe o parassiti vari o alla dissenteria. Bisognava, pur essendo ridotti a pelle e ossa e totalmente annullati dalle angherie degli aguzzini, mantenere un tono: lavarsi (anche col ghiaccio) e resistere alla fame. Fatta questa premessa, devo precisare che, quando parlo di momento drammatico, non mi riferisco certo alla caduta del governo Draghi. A mio modesto avviso si tratta solo di un pit stop, una breve sosta per dare un colpo, una spallata alle possibili resistenze verso il completamento del programma di privatizzazione e depredazione di tutto ciò che, un tempo, era pubblico e che ancora è finanziato dagli Stati del vecchio continente. L'eventuale vittoria della destra postfascista non inficerebbe minimamente questi programmi: loro intendono patriottico respingere i migranti o finanziare le scuole private o, possibilmente, mandare l'esercito da qualche parte a sparare. Non ci sono tracce di opposizione alla privatizzazione, ad esempio della sanità, che come sappiamo è depredata e squartata ovunque governi la destra in Italia. Dall'altra parte c'è il PD, che ha letteralmente fatto fuori, e con metodi tutt'altro che urbani, tutta la parte del partito che ancora ragionava con qualche idea egualitaria e, di contro, stringe convinte alleanze con forze politiche dai programmi potentemente liberisti e volti all'attenzione, non già della persona umana, del cittadino o del lavoratore, ma all'adorazione del capitale, dell'impresa e, al massimo, del consumatore. Cittadino, persona umana, lavoratore: le tre definizioni contestualmente utilizzate proprio all'art.3 della Costituzione per indicare le donne e gli uomini come esseri sociali e, in specie, i lavoratori che, sempre in base alla stessa Carta, dovrebbero tutti poter partecipare all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese. 

Dall'orizzonte del PD e della maggior parte degli attori che attualmente si agitano intorno a quel partito, sono ormai scomparse definitivamente quelle tre definizioni e questo rende il quadro politico attuale abbastanza triste e monotono. Due destre si contendono il governo del Paese: una popolana e truce ( Meloni, Salvini e il cavaliere nero ), l'altra profondamente conservatrice ma con il volto umano ( il PD ), che toglie i diritti fondamentali alle persone, ai cittadini e ai lavoratori, ma con il ditino mignolo alzato e ruttando piano, con il fazzoletto di pizzo davanti alla bocca.

Ecco, apparentemente non ho parlato di sicurezza sul lavoro, ma in realtà l'ho fatto. L'ho fatto perché tra i miliardi ( in gran parte di debito ) che sono nel PNRR, non ci sono state significative parole per la questione e nessuno ha avuto l'idea di introdurre l'argomento. E si che, il fenomeno infortunistico, vale per il nostro paese circa il 3% del PIL, intorno ai 50 miliardi! Ma, dico io, se non volete o non potete occuparvene per motivi etici, io dico, fatelo almeno per i soldi! Una tassa che tutti gli italiani pagano ogni anno ( molti con la vita, moltissimi con la salute ) per un'imprenditoria perennemente assistita e che vuole governare, oggi addirittura eliminando quel poco di compromissione popolare che si potrebbe aggrappare a questo carro, vuoto, che è ormai il potere politico. 

Come ho più volte sostenuto, la questione della sicurezza e della salute sul lavoro, è senza ombra di dubbio un fatto che indica la vera evoluzione, in senso progressista, di una civiltà: da una parte c'è la schiavitù senza via di uscita, per nascita e sorte stabilita, dall'altra il diritto romano. 

Fra i due modelli, c'è la grande e indelebile rivolta guidata da Spartaco. 

Lo stesso ragionamento vale per questioni gravi come la sicurezza sul lavoro, che sfonda i cancelli dei luoghi di lavoro e ribadisce che, tutte le persone all'interno sono pienamente titolari degli stessi diritti che hanno quando stanno fuori dal luogo di lavoro. 

Non mi sembra una cosa da poco. 

Mi sembra tanto una battaglia contro la libertà di sfruttare. 

Mi sembra tanto una battaglia per la quale Spartaco, in ogni epoca o luogo, non esiterebbe a lottare. 

 Chiedo scusa se ho divagato, ma sono certo che senza sinistra non ci possono essere attenzioni per il cittadino, la persona umana, il lavoratore. Non ci può essere sicurezza e diritti sul lavoro se non c'è sinistra: ricostruiamola! 

Gianni Modaffari - 25.07.2022

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