Shamsia Hassaini

12.09.2021

Quella volta in Italia per la giornata europea della giustizia

Ci sono diventate tristemente fami­liari in questi giorni le opere di un'artista afgana che forse, fino a un mese fa, era sconosciuta ai più. Si chiama Shamsia Hassani, classe 1988, nata in Iran da genitori scappati dall'Afganistan durante la guerra, ma tor­nata nella sua terra d'origine nel 2005 per studiare arte e poi diventare docente di scultura presso l'Università di Kabul. 

La sua è una storia di lotta e di rivendicazio­ne: colorare il suo Paese perché "voglio che sia ricorda­to per l'Arte e non per la Guerra". La svolta nella sua vita avvie­ne nel 2010 quando incon­tra Chu, un arti­sta del Regno Unito, durante un workshop a Kabul: Shamsia apprende l'arte dei murales e decide che questo è il tipo di linguaggio maggiormente in grado di raggiungere ogni angolo del suo Paese per lanciare un messaggio forte per i diritti negati e per la liberazione delle donne afgane. 

La giovane Hassani inizia allora a colorare i muri con le sue immagini di donne senza bocca, che spesso stringono in mano un fiore di loto o uno strumento musicale, immagini di amore e di guerra: immagini di voglia di libertà. Nel gennaio 2015 apre il suo canale Instagram, seguitissi­mo in tutto il mondo: scorgendo le imma­gini si intravede un crescendo di inquie­tudine e di buio fino al precipitare della situazione con la presa di Kabul dell'ago­sto 2021. "I am safe" - sono al sicuro - scriverà poi in un post del 21 agosto per rassicurare tutti sulla sua vita e la sua salute. Nell'ottobre del 2017 Shamsia è in Italia, a Firenze, all'Istituto Leonardo Da Vinci, invitata in occasione della cele­brazione della Giornat a Europea della Giustizia: il Comune aveva concesso 53 spazi liberi ai "graffittari" e il primo viene inau­gurato proprio da un lavoro della Hassani. 

L'opera, che ha nello sfondo una Firenze tutta blu, raffi­gura come sempre una donna senza bocca "perché le donne nel mio Paese non possono parlare o non vengono ascoltate, e tante situazioni sono impos­sibili da vedere". E oggi queste parole sono ancora più vere e ancora più amare. Forza giovane Shamsia, per te e per tutte le donne ci sia ancora il loto che fiorisce e la musica che inonda la Terra.

Letizia Janas

Aprile - Testata Giornalistica Regionale
di Articolo Uno Sardegna