Salute, lavoro e autonomia per la Sardegna

05.07.2021

Intervista a Daniele Cocco, capogruppo di Liberi e Uguali in Consiglio Regionale

Daniele Cocco, classe 1962, capogruppo di "Liberi e Uguali Sardigna" in Consiglio Regionale, ma membro di Articolo Uno: nomi che creano confusione?

Effettivamente crea confusione, ce lo dicono in tanti. La sfida, tuttavia, è quella di costruire un percorso fatto di contenuti, non solo col nome ma con i fatti, per rappresentare quella parte politica che ha dato grandi contributi all'Italia, insieme a tutti quelli che si identificano nella Sinistra.

Consigliere regionale, ma per tanti anni anche sindaco di un piccolo paese dell'interno: non sembra che, a volte, la politica di palazzo sia distante dai territori e dalle persone?

Le decisioni della politica cagliaritana sanno spesso di "cagliaricentrismo". Troppe volte vengono dimenticate le problematiche dei piccoli paesi e delle zone periferiche, lontane dall'area del capoluogo. Credo occorra assolutamente invertire la rotta e porre attenzione alle grosse deficienze che persistono soprattutto nelle zone interne.

Questa è la tua terza legislatura: come è cambiata l'assemblea legislativa sarda in questi 12 anni?

La terza legislatura denota un cambiamento sostanziale rispetto alle prime due che ho vissuto. Non c'è una visione d'insieme: si lavora (quando si lavora) alla giornata. Secondo me, le troppe inesperienze,sia in Giunta che in Consiglio, portano a non condividere percorsi virtuosi finalizzati a proporre soluzioni ai problemi sempre più complessi della Sardegna.

Una campagna elettorale, quella del 2019, basata sullo scontro in tema "sanità". Oggi, dopo due anni di governo del centrodestra, come sta la sanità sarda?

La Sanità, bisogna essere sinceri, non stava bene prima, ma oggi sta molto peggio. Ci sono troppe situazioni emergenziali, troppi sardi che non riescono a curarsi. Lo stesso Mater Olbia, anziché migliorare la situazione, la ha paradossalmente peggiorata. Le liste d'attesa si sono allungate e non si riesce a sopperire alle deficienze del sistema. Certo, il problema della pandemia ha pesato, ma non è stata la sola criticità. Quando sento parlare di persone che hanno bisogno di esami urgenti, come una colonscopia, con liste d'attesa infinite, che possono essere "risolte" nell'arco di 7 giorni pagando quasi 500 euro, credo che siano elementi sui quali fare una seria e attenta riflessione. La Sanità va riorganizzata e va riportata soprattutto nei territori. Occorre poi praticare una perequazione, perché è chiaro che vi sono alcuni poli sanitari centrali che hanno a disposizione risorse sia umane che finanziarie le quali, a parità di carichi di lavoro, sono sproporzionate rispetto, ad esempio, a quelle presenti nei presidi del Centro, del Nord Sardegna e non solo.

"La minoranza in Consiglio Regionale non fa opposizione": come rispondi a chi dice che non fate abbastanza?

La minoranza consiliare, a mio avviso, fa quello che le è consentito fare rispetto ai regolamenti che governano le dinamiche d'aula, ma l'opposizione non si può fare solo all'interno del Consiglio Regionale: si deve fare soprattutto al di fuori. Forse la lacuna maggiore di questa minoranza in questo momento è non avere abbastanza capacità di rappresentare all'esterno quali sono i problemi reali, problemi che la maggioranza non sta riuscendo a risolvere. Noi stiamo cercando di fare opposizione, a volte anche in maniera "urlata" come si dice, però questo probabilmente non è sufficiente a far capire alle persone che stanno fuori dal Palazzo, alle persone che magari sono state illuse da questo centrodestra, che le promesse della campagna elettorale erano false promesse. Ecco, forse questo l'opposizione dovrebbe fare: far pesare la mancanza di risultati rispetto alle illusioni fornite agli elettori.

Infine: Le tue Tre parole per la Sardegna del futuro.

Le mie tre parole sono Salute, Lavoro, Autonomia. Salute perché abbiamo necessità di un sistema sanitario all'altezza dei bisogni dei sardi e al passo coi tempi, sistema che ora è molto lontano da questi obiettivi. Lavoro perché siamo una delle Regioni con il più alto tasso di disoccupazione e perché, invece, in questo momento ci sono le possibilità e le risorse per poter investire sullo sviluppo. La Regione Sardegna ha grandi potenzialità e dispone di Agenzie importanti che possono essere utilizzate come strumenti formidabili per far lavorare le persone in settori strategici come l'Ambiente e il Territorio. Autonomia. Ho sempre detto che non riusciamo a mettere a frutto ciò che i nostri padri ci hanno lasciato, anche a livello legislativo: ciò che è previsto nello Statuto autonomo non viene applicato o viene applicato male. E siccome sono convinto, oggi come ieri, che non ci sono stati e non ci saranno mai "Governi amici", è necessario investire e credere sulla specialità statutaria e fare finalmente la differenza.

L. J.

Aprile - Testata Giornalistica Regionale
di Articolo Uno Sardegna