PNRR missione 6: noi chiediamo di più!

05.07.2021

Dopo la pandemia, investire sulla sanità globale è una priorità assoluta

Questo mese dedichiamo ampio spazio ad una delle "missioni" più importanti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza: quella relativa alla Salute. La pandemia che stiamo attraversando, che al 30 giugno 2021 conta 4.259.909 casi totali di Covid 19 in Italia, di cui 4.081.902 guariti, 127.566 deceduti e 50.411 positivi, mentre nel mondo i casi globali sono 181.960.542, con 3.940.368 deceduti, ha insegnato fondamentalmente due cose:la prima che, laddove la sanità territoriale è più forte, il virus ha colpito di meno, la seconda che, un mondo in cui una parte ha a disposizione vaccini e cure ed un'altra no, porta il virus a modificarsi in mille varianti creando nuove vittime e vanificando gli sforzi. 

La Missione 6 del PNRR mira a potenziare e riorientare il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) per migliorarne l'efficacia nel rispondere ai bisogni di cura delle persone, anche alla luce delle criticità emerse nel corso dell'emergenza pandemica da Covid-19.

La strategia del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza si sviluppa attraverso due componenti programmatiche di fondo, uno riferito alla assistenza sanitaria territoriale, l'altro che riguarda la digitalizzazione del sistema, la ricerca scientifica e l'innovazione tecnologica.

L'obiettivo di entrambe le direttrici è quello di rafforzare la prevenzione e l'assistenza sul territorio e l'integrazione fra servizi sanitari e sociali, garantire equità di accesso alle cure e nell'erogazione delle prestazioni, ammodernare la dotazione delle strutture del SSN in termini di qualità del capitale umano e formazione, risorse digitali, strutturali, strumentali e tecnologiche e, infine, promuovere la ricerca scientifica in ambito biomedico e sanitario.

Questi in sintesi i diversi progetti delle due componenti:

Componente 1. Reti di prossimità, strutture e telemedicina per l'assistenza sanitaria territoriale
Riforma 1.1: Servizi sanitari di prossimità, strutture e standard per l'assistenza sul territorio
Essa prevede due attività principali:

• La definizione di standard strutturali, organizzativi e tecnologici omogenei per l'assistenza territoriale e l'identificazione delle strutture a essa deputate da adottarsi entro il 2021 con l'approvazione di uno specifico decreto ministeriale;

• la definizione entro la metà del 2022, a seguito della presentazione di un disegno di legge alle Camere, di un nuovo assetto istituzionale per la prevenzione in ambito sanitario, ambientale e climatico, in linea con l'approccio "One-Health".


Investimento 1.1: Case della Comunità e presa in carico della persona

L'emergenza pandemica ha evidenziato con chiarezza la necessità di rafforzare la capacità del SSN di fornire servizi adeguati sul territorio.

Il progetto di realizzare la Casa della Comunità consente di potenziare e riorganizzare i servizi offerti sul territorio migliorandone la qualità. La Casa della Comunità diventerà lo strumento attraverso cui coordinare tutti i servizi offerti, in particolare ai malati cronici. Nella Casa della Comunità sarà presente il punto unico di accesso alle prestazioni sanitarie.

La Casa della Comunità sarà una struttura fisica in cui opererà un team multidisciplinare di medici di medicina generale, pediatri di libera scelta, medici specialistici, infermieri di comunità, altri professionisti della salute e potrà ospitare anche assistenti sociali. La presenza degli assistenti sociali nelle Case della Comunità rafforzerà il ruolo dei servizi sociali territoriali nonché una loro maggiore integrazione con la componente sanitaria assistenziale.

La Casa della Comunità è finalizzata a costituire il punto di riferimento continuativo per la popolazione, anche attraverso un'infrastruttura informatica, un punto prelievi, la strumentazione polispecialistica, e ha il fine di garantire la promozione, la prevenzione della salute e la presa in carico della comunità di riferimento. Tra i servizi inclusi è previsto, in particolare, il punto unico di accesso (PUA) per le valutazioni multidimensionali (servizi socio-sanitari) e i servizi che, secondo un approccio di medicina di genere, dedicati alla tutela della donna, del bambino e dei nuclei familiari secondo un approccio di medicina di genere. Potranno inoltre essere ospitati servizi sociali e assistenziali rivolti prioritariamente alle persone anziani e fragili, variamente organizzati a seconda delle caratteristiche della comunità specifica.

L'investimento prevede l'attivazione di 1.288 Case della Comunità entro la metà del 2026, che potrannoutilizzare sia strutture già esistenti sia nuove. Il costo complessivo dell'investimento è stimato in 2,00 miliardi di euro.

Entro il primo trimestre del 2022 è prevista la definizione di uno strumento di programmazione negoziata che vedrà il Ministero della Salute, anche attraverso i suoi Enti vigilati come autorità responsabile per l'implementazione e il coinvolgimento delle amministrazioni regionali e di tutti gli altri enti interessati.

Investimento 1.2: Casa come primo luogo di cura, assistenza domiciliare e telemedicina
L'intervento si rivolge in particolare ai pazienti di età superiore ai 65 anni con una o più patologie croniche e/o non autosufficienti.

L'investimento mira a:

• Identificare un modello condiviso per l'erogazione delle cure domiciliari che sfrutti al meglio le possibilità offerte dalle nuove tecnologie (come la telemedicina, la domotica, la digitalizzazione);
• Realizzare presso ogni Azienda Sanitaria Locale (ASL) un sistema informativo in grado di rilevare dati clinici in tempo reale;

• Attivare 602 Centrali Operative Territoriali (COT), una in ogni distretto, con la funzione di coordinare i servizi domiciliari con gli altri servizi sanitari, assicurando l'interfaccia con gli ospedali e la rete di emergenza-urgenza.

• Utilizzare la telemedicina per supportare al meglio i pazienti con malattie croniche.

Il fabbisogno di risorse per la realizzazione di questo investimento è stimato in 4,00 miliardi di euro, di cui 2,72 miliardi connessi ai costi derivanti dal servire un numero crescente di pazienti, 0,28 miliardi per l'istituzione delle COT e 1 miliardo per la telemedicina.

All'interno di questo intervento si inserisce anche l'investimento rivolto alla telemedicina.

I servizi di telemedicina, contribuendo ad affrontare le principali sfide dei Sistemi Sanitari Nazionali, rappresentano un formidabile mezzo per:

(i) contribuire a ridurre gli attuali divari geografici e territoriali in termini sanitari grazie all'armonizzazione degli standard di cura garantiti dalla tecnologia;(ii) garantire una migliore "esperienza di cura" per gli assistiti;(iii) migliorare i livelli di efficienza dei sistemi sanitari regionali tramite la promozione dell'assistenza domiciliare e di protocolli di monitoraggio da remoto. L'intervento si traduce nel finanziamento di progetti di telemedicina proposti dalle Regioni sulla base delle priorità e delle linee guida definite dal Ministero della Salute.

i progetti dovranno innanzitutto potersi integrare con il Fascicolo Sanitario Elettronico, raggiungere target quantitativi di performance legati ai principali obiettivi della telemedicina e del Sistema Sanitario Nazionale, nonché garantire che il loro sviluppo si traduca in una effettiva armonizzazione dei servizi sanitari.

Investimento 1.3: Sviluppo delle cure intermedie

L'investimento mira al potenziamento dell'offerta dell'assistenza intermedia al livello territoriale attraverso l'attivazione dell'Ospedale di Comunità, ovvero una struttura sanitaria della rete territoriale a ricovero breve e destinata a pazienti che necessitano di interventi sanitari a media/bassa intensità clinica e per degenze di breve durata.

Tale struttura, di norma dotata di 20 posti letto (fino ad un massimo di 40 posti letto) e a gestione prevalentemente infermieristica,

L'investimento si concretizzerà nella realizzazione di 381 Ospedali di Comunità.

Come abbiamo detto nel precedente articolo, la Missione 6 del PNRR mira a potenziare e riorientare il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) per migliorarne l'efficacia nel rispondere ai bisogni di cura delle persone, anche alla luce delle criticità emerse nel corso dell'emergenza pandemica da Covid-19,attraverso due direttrici programmatiche di fondo, uno riferito alla assistenza sanitaria territoriale, l'altro che riguarda la digitalizzazione del sistema, la ricerca scientifica e l'innovazione tecnologica.

Oggi ci occupiamo del secondo pilastro strategico.

Componente 2. Innovazione, ricerca e digitalizzazione del Servizio sanitario nazionale.
Riforma 1.1: Riorganizzare la rete degli IRCCS.

Investimento 1.1: Ammodernamento del parco tecnologico e digitale ospedaliero

L'investimento prevede l'ammodernamento digitale del parco tecnologico ospedaliero, tramite l'acquisto di 3.133 nuove grandi apparecchiature ad alto contenuto tecnologico (TAC, risonanze magnetiche, Acceleratori Lineari, Sistema Radiologico Fisso, Angiografi, Gamma Camera, Gamma Camera/TAC, Mammografi, Ecotomografi) caratterizzate da una vetustà maggiore di 5 anni, sia con interventi finalizzati al potenziamento del livello di digitalizzazione di 280 strutture sanitarie sede di Dipartimenti di emergenza e accettazione (DEA) di I e II livello.

Inoltre, l'intervento prevede il rafforzamento strutturale degli ospedali del SSN, attraverso l'adozione di un piano specifico di potenziamento dell'offerta ospedaliera tale da garantire:

(i) il potenziamento della dotazione di posti letto di terapia intensiva (+3.500 posti letto per garantire lo standard di 0,14 posti letto di terapia intensiva per 1.000 abitanti) e semi-intensiva (+4.225 posti letto);(ii) il consolidamento della separazione dei percorsi all'interno del pronto soccorso;(iii) l'incremento del numero di mezzi per i trasporti secondari.

La spesa complessiva per l'investimento è pari a 4,05 miliardi di euro, di cui 1,19 per la sostituzione delle apparecchiature sanitarie, 1,45 per la digitalizzazione dei DEA di I e II livello e 1,41 miliardi di euro entro il secondo semestre del 2026 per il rinnovamento della dotazione esistente di posti letto di terapia intensiva e semi-intensiva, l'ammodernamento dei Pronto Soccorso e l'incremento del numero dei mezzi per i trasporti sanitari secondari (progetto già avviato).

Investimento 1.2: Verso un ospedale sicuro e sostenibile

L'investimento mira a delineare un percorso di miglioramento strutturale nel campo della sicurezza degli edifici ospedalieri, mediante 116 interventi per l'adeguamento alle normative antisismiche.

Il volume di investimento complessivo è pari a 1,64 miliardi (di cui 1,0 miliardi relativo a progetti in essere), con previsione di completare gli interventi entro il secondo trimestre del 2026.


Investimento 1.3: Rafforzamento dell'infrastruttura tecnologica e degli strumenti per la raccolta, l'elaborazione, l'analisi dei dati e la simulazione

L'investimento mira ad imprimere un profondo cambio di passo nell'infrastruttura tecnologica. Si prevedono due azioni distinte relative a:

• Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE) (1,38 miliardi di euro): Obiettivo è il potenziamento del FSE al fine di garantirne la diffusione, l'omogeneità e l'accessibilità su tutto il territorio nazionale da parte degli assistiti e operatori sanitari. Il FSE svolgerà tre funzioni chiave:

(i) punto di accesso per le persone e pazienti per la fruizione di servizi essenziali forniti dal SSN;(ii) base dati per i professionisti sanitari contenente informazioni cliniche omogenee che includeranno l'intera storia clinica del paziente;(iii) strumento per le ASL che potranno utilizzare le informazioni cliniche del FSE per effettuare analisi di dati clinici e migliorare la prestazione dei servizi sanitari.

Il progetto prevede:

(i) la piena integrazione di tutti i documenti sanitari e tipologie di dati, la creazione e implementazione di un archivio centrale, l'interoperabilità e piattaforma di servizi, la progettazione di un'interfaccia utente standardizzata e la definizione dei servizi che il FSE dovrà fornire;(ii) l'integrazione dei documenti da parte delle Regioni all'interno del FSE, il supporto finanziario per i fornitori di servizi sanitari per l'aggiornamento della loro infrastruttura tecnologica e compatibilità dei dati, il supporto finanziario alle Regioni che adotteranno la piattaforma FSE, il supporto in termini di capitale umano e competenze per realizzare i cambiamenti infrastrutturali e di dati necessari per l'adozione del FSE.

• Infrastruttura tecnologica del Ministero della salute e analisi dei dati e modello predittivo per garantire i LEA italiani e la sorveglianza e vigilanza sanitaria (0,29 miliardi di euro).

Il progetto prevede:

i) il potenziamento dell'infrastruttura tecnologica e applicativa del Ministero della Salute;ii) il miglioramento della raccolta, del processo e della produzione di dati NSIS a livello locale;iii) lo sviluppo di strumenti di analisi avanzata per studiare fenomeni complessi e scenari predittivi al fine di migliorare la capacità di programmare i servizi sanitari e rilevare malattie emergenti;iv) la creazione di una piattaforma nazionale dove domanda ed offerta di servizi di telemedicina forniti da soggetti accreditati possa incontrarsi.

Per la reingegnerizzazione del NSIS a livello locale si prevede un costo pari a 0,10 miliardi,

Formazione, ricerca scientifica e trasferimento tecnologico

Investimento 2.1: Valorizzazione e potenziamento della ricerca biomedica del SSN

Per il perseguimento di questi obiettivi si prevedono tre tipi di intervento:

(i) il finanziamento di progetti Proof of Concept (PoC) volti a ridurre il gap fra i risultati del settore della ricerca scientifica e quello dell'applicazione per scopi industriali, attraverso (0,1 miliardi);(ii) il finanziamento di programmi di ricerca o progetti sulle malattie rare e tumori rari (0,1 miliardi);(iii) il finanziamento di programmi di ricerca su malattie altamente invalidanti (0,32 miliardi);

Investimento 2.2: Sviluppo delle competenze tecniche, professionali, digitali e manageriali del personale del sistema sanitario

L'investimento mira a rafforzare la formazione in medicina di base, la formazione sulle infezioni ospedaliere e un rafforzamento delle competenze manageriali e digitali del personale sanitario (0,74 miliardi).

In particolare, saranno finanziate borse di studio aggiuntive in medicina generale (900 borse di studio di durata triennale per un totale di 2.700 borse aggiuntive), un piano straordinario di formazione sulle infezioni ospedaliere, progetti formativi per lo sviluppo di percorsi di acquisizione di competenze di management per i professionisti del SSN (circa 25.000 addetti entro il 2026), e 4.200 contratti di formazione specialistica aggiuntivi, per un ciclo completo di studi (5 anni) a partire dal 2020.

Il PNRR si pone dunque l'obiettivo di rendere più solido il SSN italiano, rafforzando in modo deciso il Sistema delle cure territoriali, ma noi crediamo che le proposte descritte dal Piano non siano sufficienti. Vi sono alcune scelte di fondo che vanno compiute aggiuntivamente per centrare l'obiettivo. Eccole:

1. Finanziamento: Adottare la regola che il finanziamento del SSN deve essere in ragione dei bisogni sanitari (basta sottostima).2. Sistema Ospedale:• Riorganizzare gli ospedali, in primo luogo razionalizzandone l'organizzazione strutturale e completando gli organici. Occorre quindi trasformare tutti gli incarichi a tempo determinato e quelli da lavoro interinale in incarichi a tempo indeterminato.• Facilitare e favorire il ricambio generazionale dei professionisti in sanità mediante la sospensione per i prossimi 10 anni del numero chiuso a medicina, la liberalizzazione dell'accesso al corso di laurea per professioni sanitarie, l'ampliamento del numero delle borse per gli specializzandi in ragione del fabbisogno di personale.• Umanizzare le corsie ospedaliere ed il lavoro professionale ed integrare in modo forte tra loro i servizi ospedalieri.3. Valutazione clinica e Appropriatezza: Adottare un sistema di valutazione dell'appropriatezza dei comportamenti e delle azioni assistenziali moderno e responsabilizzante, con adozione di indicatori oggettivamente misurabili e conseguente sistema premiante e sanzionatorio, e creare adeguate strutture per la appropriatezza in tutte le regioni e in tutte le ASL.4. Lavorare in modo forte e prevalente per linee guida e percorsi assistenziali.5. Formazione e responsabilizzazione di operatori sanitari e cittadini:• Cambiare in modo radicale il sistema di formazione dei professionisti, creando un sistema pubblico e integrato di formazione degli operatori sanitari, indipendente e svincolato dagli interessi di lobby in sanità;• Finalizzare l'attività di formazione dei privati alle esigenze della sanità pubblica;• Riformulare il sistema di finanziamento della formazione;• Creare strumenti di verifica della formazione dei professionisti;• Formare i cittadini al buon uso del sistema, anche portando la cultura sanitaria nelle scuole.• Correlare la cultura della salute personale alla salute dell'ambiente.6. Realizzare forme di partecipazione diretta dei cittadini alla vita sanitaria delle popolazioni.• Perseguire una nuova partecipazione dei cittadini alla elaborazione degli indirizzi e degli obiettivi di salute;• creare Consulta Generale di Cittadinanza e Consulte Locali di Cittadinanza, composte da associazioni di malati cronici, da rappresentanti dei comuni e delle Aziende Sanitarie Locali;7. Cambiare paradigma della salute: dalla prevenzione all'orientamento alla salute• Promuovere la salute delle persone.• Prendersi cura e non solo curare.• Portare l'educazione agli stili di vita corretti dentro le famiglie e nelle scuole.• Combattere la povertà come fattore di rischio della salute

Queste sono in modo molto sintetico alcune delle proposte aggiuntiva che Articolo Uno fa per migliorare la Missione 6 del PNRR. Ma la vera scommessa sarà riuscire a creare un Sistema Sanitario Territoriale in grado di interfacciarsi in modo integrato con l'Ospedale. Se questo obiettivo sarà realizzato i cittadini avranno certamente un SSN migliore.

Bruno Palmas 

Aprile - Testata Giornalistica Regionale
di Articolo Uno Sardegna