NUOVI POTERI DIGITALI

03.04.2022

Dammi i tuoi dati e ti dirò chi sarai, o meglio, chi dovrai essere

 Nell'ultimo articolo su Aprile abbiamo accennato alla straordinaria capacità predittiva degli algoritmi che possiedono i dati comportamentali. Capita costantemente di ricevere annunci pubblicitari su misura a seconda di quello che abbiamo ricercato sul motore di ricerca o sulle pagine visitate nei social network. Come è facile intuire dalla nostra esperienza comune, i like di Facebook, opportunamente elaborati, possono stimare in modo accurato e automatico il nostro orientamento sessuale, l'etnia, le convinzioni politiche, i tratti caratteriali, l'intelligenza, la felicità e persino l'uso di droghe. Una ricerca del 2015, infatti, annunciò che l'accuratezza delle previsioni computerizzate utilizzando i dati estrapolati da Facebook aveva eguagliato o superato il giudizio umano nel predire risultati come "soddisfazione", "uso di droghe" o "depressione". Abbiamo già parlato di come l'introduzione dei sensori nella vita quotidiana, dalle webcam, ai microfoni, ai dispositivi per il fitness, abbia moltiplicato la mole di dati a disposizione dei capitalisti della sorveglianza. Grazie a questi dati è possibile avere informazioni sempre più precise sul nostro stato d'animo, anche istantaneo. L'interesse delle grandi aziende digitali e del capitalismo per questi aspetti è ovviamente altissimo. Affectiva è una start up che nel 2016 ha raccolto 34 milioni di dollari di venture capital (investimenti ad alto rischio), che comprendevano gli investimenti di 32 aziende che si trovano nella top 100 della rivista Fortune. Perché questo interesse? Affectiva dichiarava di possedere la raccolta di dati sulle emozioni più grande al mondo, con 4,8 milioni di video facciali da 75 Paesi con dati ricavati da video visti on-line, videogame, guida di veicoli e conversazioni. La quantità e la qualità di dati a disposizione e la straordinaria capacità degli algoritmi di utilizzarli ed elaborarli sono tali che non solo sia possibile prevedere i nostri comportamenti futuri per poterli "accontentare" con proposte commerciali adeguate alla nostra personalità e al nostro stato d'animo del momento. Il passo successivo è infatti quello di utilizzare questi dati per modificare i nostri comportamenti in modo tale che questi possano rispondere alle esigenze di chi detiene il controllo, ovvero il potere, degli algoritmi. 

Non è complottismo o fantascienza. 

Negli scorsi anni ne abbiamo già avuto prove concrete. Nel 2012 sulla rivista Nature venne pubblicato un articolo a firma di alcuni ricercatori di Facebook dal titolo Un esperimento d'influenza sociale e mobilitazione politica su 61 milioni di persone, uno studio a campione casuale e controllato in cui i ricercatori manipolarono in modo sperimentale il contenuto dei messaggi correlati al voto delle elezioni di medio termine degli Stati Uniti del 2010. I risultati rivelarono che i messaggi avevano mandato 60000 votanti in più alle elezioni di medio termine, più 280000, che erano andati a votare per "contagio sociale", ovvero perché avevano visto i messaggi di propri contatti o di personalità che avevano votato. Questo esperimento fu solo il preludio a quello che poi si concretizzò qualche anno più tardi con Cambridge Analytica. Coloro che sono in grado di accedere ai dati comportamentali e alla loro elaborazione sono in grado di vedere una società che non è divisa per classi sociali o etnie, bensì in pattern di comportamento: una nuova demografia del comportamento in grado di predire malattie, rischio finanziario, preferenze nei consumi e opinioni politiche. Naturalmente lo scopo è quello di una società interconnessa dai dispositivi, dove è possibile produrre dei "pattern sociali basati sull'imitazione che possono essere manipolati per ottenere una confluenza". A teorizzare tutto ciò è il direttore dello Human Dynamics Lab del MIT Alex Pentland, che nel 2014 pubblica un libro dal titolo Fisica Sociale. Secondo Pentland la "verità dei computer deve sostituire la politica come base di un governo strumentalizzante. [...] Una scienza della società matematica e predittiva in grado di includere sia le differenze individuali, sia i rapporti tra i singoli può potenzialmente rivoluzionare il modo in cui gli agenti del governo, i manager delle aziende, i cittadini si comportano. [...]". Per Pentland i riferimenti morali e politici individuali sono un ostacolo, una perdita di tempo, una deviazione che intralcia la confluenza. Siamo dunque alla teorizzazione della fine della politica, sostituita da un'intelligenza artificiale che è in grado meglio degli esseri umani di dirci quello che dobbiamo essere e quello che dobbiamo fare per il bene nostro e delle nostre comunità. Naturalmente, come fa notare Kate Crawford nel suo volume "Né intelligente né artificiale , il lato oscuro dell'IA", l'intelligenza artificiale è frutto di programmazione, e quindi dell'intervento umano. Risponde cioè agli specifici interessi di chi la controlla. Dobbiamo abituarci al fatto che i nuovi poteri digitali utilizzano e controllano i nostri comportamenti per aumentare il loro potere economico e politico. Essi rappresentano la nuova faccia del capitalismo, una faccia pulita e popolare, incarnata da nerd in Adidas, jeans e felpa col cappuccio di stanza nella Silicon Valley. Questo capitalismo è pressoché universalmente percepito come ineluttabile e incontrastabile. Nessuno si sognerebbe di mettere in discussione l'utilità, l'efficacia, la validità, la comodità di Google, di Amazon, di Apple, di Microsoft. Proprio queste caratteristiche lo rendono più oscuro e pericoloso rispetto al capitalismo dell'era industriale. L'obiettivo rimane però sempre lo stesso: annientare qualsiasi intervento pubblico o esterno rispetto alla loro possibilità di acquisire risorse e potere; servirsi della democrazia fin quando essa risponde ai suoi bisogni e ai suoi interessi; anche manipolandola, se opportuno. Senza uso di armi e di forza. Semplicemente intervenendo in modo preciso e accurato sulle nostre emozioni e sui nostri comportamenti. 

Fonti: Il Capitalismo della Sorveglianza, S. Zuboff, Luiss University Press, 2019 Né intelligente né artificiale, K.Crawford, Il Mulino, 2021 La Siliconizzazione del mondo, E. Sadin, Einaudi, 2018 

Matteo Sestu

Aprile - Testata Giornalistica Regionale
di Articolo Uno Sardegna