Monitoraggio del PNRR

05.07.2021

E se a controllare le spese del Piano di Ripresa e Resilienza fossero cittadini e associazioni?

   "Sbaglieremmo tutti a pensare che il PNRR sia solo un insieme di progetti, di numeri, obiettivi, scadenze. Nell'insieme dei programmi c'è soprattutto il destino del Paese", così Mario Draghi alle Camere presentando il Recovery Plan e così noi nel rimarcare quanto sia più che mai necessario che oltre che un controllo sui numeri, dalla cui entità non si può ovviamente non partire, occorra attivare un controllo civico consapevole e diffuso sull'impatto sociale che la attuazione complessiva del Piano sarà in grado di generare nelle nostre comunità.

   Il Piano vale 248 miliardi, cifra che guarda al complesso dei progetti e non, in senso stretto, a quelli previsti dal Next Generation EU, che hanno un orizzonte temporale al 2026. Guardando nel dettaglio a questi ultimi, le risorse ammontano infatti a 235,6 miliardi:

• 191,5 della Recovery and Resilience Facility
• 31 dal Fondo complementare 
• 13,5 del programma React-Eu.
 

    MONITORARE deve poter essere imperativo categorico per una cittadinanza che si fa "attiva" "partecipando" attraverso strumenti che la abilitano nel ruolo i "controllore" di equità, efficacia, trasparenza dell'azione pubblica di spendita di un così imponente volume di fondi europei.

   "Prevedere una piattaforma digitale regionale pubblica, aperta e accessibile a tutti i cittadini": queste le parole che come militanti di Articolo Uno Sardegna, avevamo inserito, ai primi di marzo,all'interno del documento che presentava la nostra "Sardilienza",che con anticipo e grande orgoglio abbiamo raccontato ai compagni e in Consiglio Regionale, in tempi in cui pochiparlavano di monitoraggio di quei fondi che anche la Sardegna e i nostri Comuni impegneranno a breve investendo sul proprio futuro. "Un monitoraggio che attraverso la condivisione aggiornata e puntuale di dati in formato aperto sulla attuazione dei progetti e la spendita delle risorse erogate - rimarcava il documento - fornisca puntualmente gli strumenti per controllarelo stato dell'arte nel raggiungimento degli obiettivi del PNRR; gli strumenti di monitoraggio accessibili a tutti, devono essere considerati di prioritaria importanza, in un tempo in cui il controllo civico e generalizzato è funzionale al riscatto di fiducia e credibilità nell'operato delle istituzioni".

   Sono passati 3 mesi e adesso conosciamo ancora più nel dettaglio la dimensione dell'immane mole di risorse economiche che potrebbe essere accreditata nelle casse di Ministeri, Regioni, Province e Comuni (i nostri Comuni!) e ancora di più chiediamo ad alta voce, così come già numerosissime componenti della società civile che quanto accadrà possa e debba essere tracciato, rendicontato, letto, monitorato da tutti i cittadini e questo significa anche che tutti i cittadini devono essere messi in condizione di farlo e di comprendere attraverso strumenti accessibili (Art. 3 Costituzione italiana).

   Per favorire l'accesso e la comprensione di dati e informazioni servirebbe quindi uno strumento di monitoraggio semplice, intuitivo e di alta qualità, che possa essere "usato" e "ri-usato" da tutte le componenti della società civile e a tale scopo, moltissimi strumenti già esistono.

    Ma stavolta, più che misurare e monitorare la spesa (e a tale finegià il MEF ha annunciato la condivisione a breve di una piattaforma che monitorerà in tempo reale quanto e in che modo stiamo impegnando gli accrediti di fondi del PNRR, i cui primi 25 miliardi saranno accreditati nelle casse del nostro Paese nell'imminente mese di luglio), occorrerebbe monitorare l'impatto sociale e culturale di quelle misure e temo che occorreranno decenni per misurarlo appieno: quanto lavoro è stato generato? Quante donne si sono trovate meno in difficoltà professionali per la presenza di asili nido? Quante case della salute hanno ridotto l'incidenza di malattie croniche e il loro peso sulle ospedalizzazioni? Quanto è più veloce ed efficace l'azione della pubblica amministrazione? Quante donne e quanti giovani sono state/i effettivamente impiegate/i e in quali comparti strategici del nostro sistema Paese? Avremo effettivamente generato valore nelle comunità del sud "affette" da spopolamento?

   Parte dal basso la necessità di "misurare" ma anche dalla stessa UE che non approverà nulla di non misurabile/quantificabile, e qualcuno già accenna al fatto che potremmo misurare sfruttando magari come indicatori significativi anche l'attuazione nei progetti di quei 17 punti dell'Agenda ONU 2030 per lo sviluppo sostenibile.

  Ma siamo davvero pronti e consapevoli di quanto sia importante un nostro costante monitoraggio?

  Vi propongo nel riquadro a lato due risorse già utili al monitoraggio civico oltre quelle che stanno per essere condivise ad hoc da MEF ed altre istituzioni nelle prossime settimane.

Antonella Fancello 

  OpenCoesione [https://opencoesione.gov.it/it/] con la sua piattaforma online accessibile e semplice da utilizzare, dal 2012 è l'iniziativa di monitoraggio sulle politiche di coesione in Italia che si rivolge a cittadini e associazioni, amministratori, imprese e giornalisti perché tutti abbiano a disposizione dati da riutilizzare e informazioni per valutare l'efficacia e la coerenza dell'impiego delle risorse dei fondi europei.

   Con OpenCoesione si può già scoprire quali progetti si finanziano e ne puoi seguire l'avanzamento. Sul portale sono navigabili e scaricabili dati e informazioni sugli interventi finanziati in Italia (si arriva al dettaglio del tuo singolo Comune), alimentati da risorse aggiuntive derivanti sia da Fondi europei che incofinanziamento con Fondi Nazionali.

   A fare le pulci al sistema, poi, andando a vedere delibera dopo delibera come le amministrazioni locali spendono i fondi europei, ci pensa Monithon [https://www.monithon.eu/it/]. Per entrare a far parte della famiglia Monithon - crasi di monitoring marathon (maratona di monitoraggio). Sono prevalentemente le scuole superiori che scelgono di far partire il monitoraggio civico (anche in Sardegna alcune ad Alghero e Nuoro già lo fanno), ma ci sono anche associazioni e cittadini singoli.

   Proprio perché con i miliardi del Next generation Eu pronti ad atterrare in Italia la necessità di un monitoraggio civico capillare è reale, Monithon si sta già "attrezzando" con un progetto ad hoc solo sul monitoraggio del PNRR e punta al coinvolgimento delle comunità più periferiche.

Aprile - Testata Giornalistica Regionale
di Articolo Uno Sardegna