La crisi Russia - Ucraina

07.03.2022

-Un tentativo di spiegazione geopolitica

Ucraina al momento dell'indipendenza dall'URSS è diventata la più estesa Nazione (repubblica semipresidenziale) d'Europa; si trova a nord-est della Romania, sulle sponde settentrionali del Mar Nero. Era soprannominata il granaio dell'URSS in quanto il suo territorio, in gran parte pianeggiante e collinare, è ancora dedito all'agricoltura; la catena dei Carpazi si trova nell'estremo sud-est nella parte meridionale della penisola di Crimea dove sono rilevanti le attività industriali legate alle risorse minerarie. La Crimea appartiene de iure all'Ucraina, ma dal 2014, de facto alla Federazione Russa; da ultimo ha riconosciuto anche le autoproclamate Repubbliche di Donetsk e Luhansk (il Donbass), ovviamente non rispettando il diritto internazionale. Russia e Ucraina sono storicamente legate, la seconda è considerata la "culla" della cultura moderna della prima. L'Ucraina, dal IX secolo d.C., fu nucleo della Rus' di Kiev, Stato monarchico medievale che si estendeva dalla Bielorussia alla Russia; dal 1923 al 1991 è stata una delle tante Repubbliche dell'ex Unione Sovietica; dopo l'indipendenza il rapporto con la "Grande Madre Russa" è stato estremamente faticoso perché si sono avvicendati governi filorussi e filo-occidentali, da ultimo quello di Volodymyr Zelenskji.  Il Paese ha profonde divisioni regionali interne. La crisi tra Russia ed Ucraina è sfociata dopo la Rivoluzione di Euromaidan che ha destituito il Presidente Janukovy; il Cremlino ha appoggiato i movimenti separatisti russi avendo necessità di Stati cuscinetto da interporre con l'UE e temendo un ulteriore allargamento della NATO (dopo il collasso dell'URSS) a Est. Inoltre l'Ucraina è uno snodo cruciale per la fornitura del gas verso l'Europa occidentale. Da Kiev passa oltre il 37% del gas naturale diretto dalla Russia verso l'Europa, percentuale che si è ridotta progressivamente con la costruzione di nuovi gasdotti con rotte alternative; però queste non consentono l'indipendenza dell'Europa dai gas naturali della Russia. La chiusura dei "rubinetti" è un'arma di ricatto eccezionale nei confronti dell'Europa. Anche il gasdotto Nord Stream 2, che porterebbe l'energia direttamente in Germania attraverso il Baltico per diversificare le rotte di approvvigionamento bypassando l'Ucraina, sarebbe uno strumento di pressione. Dal 2014 l'Ucraina ha ricevuto il supporto militare del fronte occidentale (Stati Uniti compresi) quantificato in 2,7 miliardi di dollari; facendo così riaffiorare le preoccupazioni di Mosca nel ritrovarsi come "vicini di casa" la NATO, in quanto la considera una minaccia a livello sia di sicurezza che simbolico. Anche se l'ingresso dell'Ucraina nella NATO è inverosimile, il Cremlino pretende alcune garanzie di limitazioni delle azioni NATO nella regione, che includono il divieto di ulteriori allargamenti e il ritiro delle forze da paesi che si sono uniti all'Alleanza dopo il 1997 (un blog di Stati satelliti dell'Europa orientale). 

Valeria Sirigu 

22-02-2022

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di Articolo Uno Sardegna