La crisi alimentare mondiale

03.04.2022

La crisi in Ucraina può scatenare un uragano alimentare nei paesi più poveri 

Il Segretario Generale dell'ONU António Guterres ha riferito che la guerra in Ucraina può scatenare un "uragano della fame" e far collassare il sistema alimentare globale. Le azioni belliche stanno peggiorando sempre di più, indipendentemente dall'esito questa guerra avrà solo perdenti con gravissime conseguenze per la popolazione mondiale. Colpisce l'economia globale specialmente quella dei Paesi in via di sviluppo che hanno già sofferto particolarmente con la pandemia SarsCov_2 ed ora devono combattere con l'inflazione record, l'aumento dei tassi di interesse e l'indebitamento; tutto questo perché l'Ucraina è sempre stata considerata il granaio d'Europa. La Russia e l'Ucraina rappresentano più della metà della fornitura globale di olio di girasole e circa il 30% del grano mondiale; l'Ucraina fornisce più della metà della fornitura del cereale al Programma Alimentare Mondiale. I prezzi del cibo essenziale, dei carburanti e dei fertilizzanti sono ormai alle stelle; inoltre le catene di approvvigionamento sono interrotte o subiscono forti ritardi e i costi di trasporto sono a livelli record. Tutto questo genera prospettive preoccupanti e instabilità politica in tutto il mondo. 45 Stati africani e meno sviluppati importano almeno un terzo del loro grano dall'Ucraina o dalla Russia, 18 dei quali almeno il 50%; tra queste nazioni ci sono: Burkina Faso, Egitto, Repubblica Democratica del Congo, Libano, Libia, Somalia, Sudan e Yemen. Per questo è fondamentale prevenire il collasso del sistema alimentare globale. In questo contesto le Nazioni Unite hanno annunciato un nuovo esborso del Fondo di risposta alle emergenze da 40 milioni di dollari per aumentare l'assistenza umanitaria alle persone più bisognose. La guerra tra Russia e Ucraina sta togliendo risorse importanti e attenzione ad altre zone di crisi che hanno disperatamente bisogno di aiuto. La comunità internazionale deve riuscire a trovare modi per finanziare l'assistenza di emergenza e la ripresa nei paesi in via di sviluppo; secondo Guterres i leader devono resistere alla tentazione di aumentare i bilanci militari a scapito dello sviluppo e dell'azione per il clima. Riguardo al clima la guerra provocata dall'invasione di Putin ha evidenziato la dipendenza globale dai combustibili fossili, facendo accantonare la sicurezza energetica e la green economy. Il futuro della Terra non dev'essere alla mercé della geopolitica. Un'ulteriore escalation della guerra, sia per caso che per progetto, rappresenterebbe una minaccia per tutta l'umanità. Per Guterres "Aumentare il livello di allerta delle forze nucleari russe è uno sviluppo agghiacciante. La prospettiva di un conflitto nucleare, precedentemente impensabile, è ora di nuovo una possibilità", in più ha sollecitato la sicurezza degli impianti nucleari di Chernobyl e Zaporizhzhia. Guterres si è espresso anche sulla no-fly-zone sull'Ucraina e ha detto che secondo vari analisti non è prudente perché questo potrebbe avere risvolti imprevedibili, anche se capisce la richiesta più che legittima del governo ucraino. D'altro canto ha severamente condannato gli attacchi alle persone ed alle infrastrutture civili. Il Segretario Generale dell'ONU ha insistito sul cessate il fuoco immediato per mettere in sicurezza la popolazione e poi su negoziati seri basati sulla mediazione Internazionale. 

Valeria Sirigu

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di Articolo Uno Sardegna