La Commissione delle pari opportunità

12.09.2021

Ne parliamo con Paola Casula sindaca di Guasila e commissaria dal 2017

In Sardegna la Commissione Regionale per la realizzazione della Parità tra uomini e donne (CRPO­Commissione Regionale Pari Opportunità) è stata istituita con Legge Regionale n. 39 del 13 giugno 1989. Ha sede ed opera presso la Presidenza della Regione, è formata da venti donne elette dal Consiglio Regionale e resta in carica tre anni.

Ho fatto parte dell'Ottava Commissione (con nomina nel Gennaio 2017) e del­l'attuale Nona Commissione, conferma­ta con nomina del Presidente del Consiglio regionale nel Giugno del 2020.

La legge riconosce alla Commissione un importante ruolo di promozione, inda­gine, controllo e ricerca su politiche di parità e opportunità e sulla condizione femminile in genere, tuttavia l'esiguità delle risorse assegnate ne sacrificano molto l'operatività e l'efficacia.

Ciò che ha maggiormente caratterizzato questi ultimi due mandati della Commissione è sicuramente la conqui­sta, fortemente voluta dalle commissa­rie, dell'inserimento della doppia prefe­renza di genere nella legge elettorale per l'elezione dei membri del Consiglio Regionale della Sardegna: un sistema senza dubbio perfettibile ma per il quale tutto il mondo femminile sardo si spen­deva da anni. Infatti, dopo la bocciatura del 2013 a voto segreto, finalmente il Consiglio Regionale ha riconosciuto il diritto di tutti i cittadini e cittadine di avere piena e totale pari opportunità nell'eser­cizio dell'azione politica.

Il tema delle "quote di genere", spesso contestato è stato ampiamente trattato anche nell'evento on line delle Donne di Articolo Uno Sardegna "PERDENDO QUOTA", che traeva spunto proprio dalle polemiche generate all'indomani della nomina dei nuovi ministri e delle (poche) ministre del Governo Draghi. Le donne negli ultimi trent'anni si sono senz'altro ritagliate un ruolo importante nel mondo del lavoro, della politica e nella vita familiare, ma purtroppo nono­stante le conquiste ottenute in termini di affermazione sociale, i numeri spesso continuano a dimostrare come il mondo sia pieno di barriere invisibili che impedi­scono alle donne di salire ai vertici: il cosiddetto soffitto di cristallo.

Il mondo della politica presenta ostacoli ancora maggiori: le Sindache in Sardegna, che sono anche al di sopra della media nazionale, sono appena il 16% rispetto ai Sindaci in carica e le Consigliere Regionali, anche dopo l'ap­provazione della legge sulla doppia pre­ferenza di genere (nonostante siano rad­doppiate rispetto alla scorsa legislatura) sono appena 9 su 60.

In Italia, il tasso di occupazione femminile è altamente al di sotto rispetto alla media Europea e in questo contesto, durante la pandemia, le diseguaglianze sociali e le disparità di genere nel mondo del lavoro sono state purtroppo amplificate, con 99mila donne che sono finite disoccupa­te o inattive.

Ecco perché la Commissione Regionale ha ancora un senso ed ecco perché è importante che la sua azione sia poten­ziata e riconosciuta.

La Commissione ha un ruolo indiscutibi­le: garantire il rispetto dei principi di ugua­glianza formale e sostanziale riconosciuti dall'art. 3 della Costituzione Italiana non­ché assolvere al compito previsto per le leggi regionali dall'art. 117.

Tra le iniziative realizzate nel Programma operativo 2017-2019 mi piace ricordare i progetti "A SCUOLA IMPARI LA PARI-TA'" (rivolto alle scuole e nato come per­corso di sensibilizzazione contro gli ste­reotipi di genere in chiave preventiva, cul­turale ed educativa) e "LINGUAGGIO DI GENERE" riservato alle classi quarte degli istituti superiori. I due percorsi edu­cativi prevedevano anche la realizzazio­ne di un cortometraggio e la partecipa­zione ad un concorso per la premiazione del miglior lavoro. Sono stati l'Istituto Comprensivo San Giovanni Suergiu Giba (per il primo progetto) e l'Istituto di Istruzione Superiore ITI di Tortolì (per il progetto riservato alle scuole superiori) ad aggiudicarsi il primo posto e i mille euro di premio da destinare a progetti scolastici sulle pari opportunità.

Un altro importante progetto sulla "Toponomastica al femminile" ha coin­volto le istituzioni scolastiche, in collabo­razione con le relative amministrazioni Comunali, con l'obiettivo di condurre una ricerca-azione finalizzata a individuare e descrivere itinerari di genere femminile, riportando alla luce le tracce delle pre­senze femminili nella storia e nella cultu­ra dei loro Territori e del Paese.

Nell'ultimo programma operativo appro­vato con Deliberazione della Giunta Regionale n. 26/8 del 5.7.2021 è stata presentata l'azione della Commissione per il biennio 2020/2021 attraverso la costituzione di sei gruppi di lavoro che si distinguono a seconda delle azioni che la Commissione intenderà sviluppare in collaborazione costante con le realtà sociali, politiche, economiche e sanitarie presenti nel territorio sardo. I gruppi di lavoro sono 6 che propongono progetti di notevole importanza sui temi di: Gender mainstreaming; Lavoro; Istruzione; Sanità; Proposte legislative; Comunicazione.

Il Gruppo Istruzione, che coordino per­sonalmente, ha proposto l'istituzione con Legge Regionale della Giornata della parità nelle scuole da istituzionaliz­zare in tutte le scuole Sarde. Sarebbe la prima Regione in Sardegna a istituire una giornata interamente dedicata alla parità di genere da rivolgere alle scuole, luogo cardine dove prevenire e contra­stare gli stereotipi di genere purtroppo spesso causa di fenomeni di violenza domestica.

Paola Casula Sindaca di Guasila Componente della Commissione Regionale Pari opportunità

Aprile - Testata Giornalistica Regionale
di Articolo Uno Sardegna