L’U.E. organizzi una conferenza di pace!

07.03.2022

La responsabilità morale della crisi è di chi voleva portare i missili al confine russo

 Nella fotografia qui sotto una bambina ucraina, con in braccio il suo cagnolino, dorme sull'autobus che la sta portando in Sardegna, spero e le auguro che qui possa recuperare un po' di serenità nello stravolgimento della vita che ha subito.

Nell'altra fotografia due bambine tra le macerie di una casa bombardata della striscia di Gaza, ma potevano essere due bambine afgane, oppure siriane, oppure ancora libiche, curde, oppure ancora di uno dei tanti paesi in guerra in africa, delle cui vite importa poco o nulla al sistema dell'informazione, ai grandi del G7, eccetera. Ogni guerra ha un motivo (economico, militare, politico, ecc.) "vero", che va sempre capito, e una giustificazione "propagandistica", che fa comodo oppure viene smentita a seconda delle convenienze politiche.

 In questa vicenda dell'Ucraina, oggettivamente c'è un crimine commesso dalla Russia contro uno stato sovrano, altrettanto oggettivamente c'è stata negli ultimi trent'anni un'espansione della Nato ad est che, se avesse compreso anche il territorio ucraino, avrebbe portato i missili statunitensi a 3 minuti di volo da Mosca. Chiarito questo, poi viene tutto il resto, le relazioni economiche Europa - Russia, sgradite agli USA, l'ampliamento insensato dell'Europa da 14 a 27 stati che (col senno di poi è chiaro a tutti) serviva solo per poi fare entrare nella Nato i nuovi paesi aderenti all'UE. Ciò che più mi ha colpito negativamente in questi giorni è stato, da un lato l'inesistenza di una voce autonoma dell'Unione europea, una subalternità e ignavia tali che sono il certificato di coma profondo di una comunità politica (altro che contestare l'euro!), dall'altro lato il giornalismo indipendente, morto su tutte le reti televisive italiane, dove, tranne rarissime eccezioni, è stata fornita una descrizione a senso unico degli eventi, che poi alla fine non servirà a nulla perché a differenza dell'Iraq, dell'Afganistan e della Siria per quanto si lavi il cervello all'opinione pubblica N non è possibile nessun intervento militare diretto perché la Russia non è uno staterello. Sulle sanzioni come deterrente ho solo un dubbio: siamo sicuri che faranno male solo alla Russia? In un'economia globalizzata, dove tutto è collegato, dove il mangime per gli allevamenti sardi arriva da lì, il gas, il petrolio, il turismo, le materie prime della panificazione e tanti altri aspetti, a lungo andare chi si farà più male? Se l'Europa non fosse succube ed eterodiretta oggi ci sarebbe lei in prima fila a promuovere una conferenza di pace, il cessate il fuoco immediato, ascolterebbe le ragioni delle parti, promuoverebbe il dialogo che è l'unico modo di non farsi male davvero, tutti.

 Pasquale Lubinu

Aprile - Testata Giornalistica Regionale
di Articolo Uno Sardegna