Kurdistan ed Afganistan

12.09.2021
Reuters / Rodi Said
Reuters / Rodi Said

Storia di un popolo senza Stato e di uno Stato senza un popolo

E’ interesse del "dio commercio" (dívide et ímpera) mantenere il Kurdistan diviso. Se il popolo Curdo, circa 40 milioni, sparso su un ter­ritorio di circa 392.000 km² tra Turchia, Siria, Iraq e Iran, potesse formare una sua nazione, si avrebbe lo stato più ricco di tutto il Medio Oriente. Questo non farebbe certo piacere a molti paesi, tra cui i vicini ricchi petrolieri, sobillatori e finanziatori di "disordine". 

È interesse del "dio commercio" creare invece in Afghanistan uno status quo, "durevole e stabile" anche se di terrore, per sfruttare non solo le sue "terre rare", ma per rendere possibile soprattutto le nuove "strade" che dalla Cina giungono in Europa, attraverso il corridoio di Wakhan, in alternativa al canale di Suez. (Oggi il costo medio per il passaggio di una nave é salito a circa 450 mila dollari.. mentre circumnavigare l'Africa, anche se si allunga di 6.400 km, costa la metà) Il "regime" egiziano di Al-Sisi infatti è in profonda crisi non solo sul fronte interno, per la pandemia, la disoccupazione, la miseria.. ma anche sul fronte esterno.. ad ovest.. per la questione "Libia" su cui sof­fia la Turchia.. e a sud.. per la questione "Etiopia".. per il controllo delle acque del Nilo Azzurro (Salini Impregilo "Grand Ethiopian Renaissance Dam Project") Forse non ci rendiamo conto che la Cina sta monopolizzando le più importanti rotte del traffico commerciale, anche per le materie prime, determinando non solo i prezzi sui vari mercati, a prescindere da eventuali dazi, ma diversificando a suo piacimento le tariffe di trasporto a secon­do delle zone del suo import e/o export.. Poi, che siano Talebani o altro, poco importa.. ma è un errore pensare che siano ancora "Studenti" fondamentalisti delle scuole coraniche .. Sono una massa di lestofanti esaltati, capaci di ogni possibile e inimmaginabile nefandezza, che sotto la bandiera di una religione, riveduta e corretta da una interpretazione estremista e fatta passare per legge di stato, rappresentano la peggiore espres­sione di ingiustizia e diseguaglianza di chi comanda verso chi subisce.. che impon­gono con la violenza l'osservanza di "regole" da cui i prepotenti stessi si sen­tono di diritto esonerati.. presupposto del­l'eccezione.. delle differenze sociali.. di puro alibi d'interesse economico.. I Talebani mirano alto.. intravedono nella politica espansionistica della Cina la pos­sibilità di diventare arbitri indiscussi nel Medio Oriente nel traffico merci dalla Cina verso il Mediterraneo.. e gli States non accettano di rimanere esclusi.. anzi senza colpo ferire "regalano" armi, aerei, droni, jeep, armi e munizioni per miliardi di dollari..

Sinceramente non vedo alcuna affinità tra il Kurdistan, dove i Curdi rivendicano una loro autonomia dai rispettivi governi centrali.. e l'Afghanistan, dove l'occupa­zione di uno stato e l'oppressione di un popolo vengono imposte con terrore e crudeltà.. Forse l'unico cosa in comune tra i due stati è la figura delle donne, che con la volontà riescono a trasformare la disperazione in forza..

Chiedetelo a chi è andato a Kobane dove le DONNE sono la vera barriera nell'intera regione della Rojava..

Se questo breve scritto riesce a suscita­re in chi lo legge, non tanto il desiderio di capire che cosa vuol dire guerra, violen­za, crudeltà, terrore.. quanto piuttosto l'at­taccamento verso i valori della democra­zia come libertà, eguaglianza e fratellan­za.. perché così scontati non sono e per­ché dobbiamo difenderli con tutte le nostre forze.. chi l'ha scritto sarebbe già contento..

Corrado Bisogni 

Aprile - Testata Giornalistica Regionale
di Articolo Uno Sardegna