Infanzia e adolescenza possono aspettare

31.07.2022

Slitta ancora la nomina del Garante Regionale 

Con la legge regionale n. 8 del 7 febbraio 2011, la Regione Sardegna si dotava della figura del Garante regionale per l'infanzia e l'adolescenza. Tuttavia, la prima nomina risale al novembre 2017, quando il Consiglio regionale indicò Grazia Maria De Matteis per ricoprire l'incarico, valido per un trennio. Nell'ottobre 2020, poco prima della scadenza del mandato della Garante, il Consiglio Regionale sardo ha pubblicato un nuovo bando per il triennio 2020- 2023, ma se oggi 18 luglio 2022, si prova a consultare il sito dell'assemblea di Via Roma, si troverà ancora la stessa dicitura di inizio 2021: "L'incarico non è attualmente ricoperto". Evidentemente il bando di ottobre 2020, secondo il Presidente del Consiglio Regionale, non aveva prodotto gli effetti sperati e in data 24 marzo 2022 è stato pubblicato sul BURAS un decreto di riapertura dei termini per la presentazione delle candidature, in quanto sarebbero pervenute al Consiglio regionale "solo dieci candidature". Motivazione singolare per la riapertura di una procedura selettiva, anche perché, sempre il citato Decreto ci tiene a precisare che "le candidature in attuazione del bando del 15 ottobre 2020 sono considerate valide". Non è dato sapere quale sia, secondo il Presidente leghista, il numero di candidature considerato congruo per poter prendere una decisione. Sono passati tanti mesi e nonostante l'importanza del ruolo, la carica è ancora vacante. In realtà, verificando gli ordini del giorno delle sedute consiliari, si scopre che la nomina era calendarizzata nella riunione del 30 giugno 2022, ma ad oggi non ci sono novità nella designazione. Viene il dubbio che sia uno dei tanti tasselli del puzzle delle nomine, che tante ansie provoca alla maggioranza sardoleghista e che sta producendo danni enormi in tanti settori e in diversi enti regionali. Emblematico il caso del Presidente del CdA dell'ERSU, recentemente nominato dalla Giunta, in seguito ad una vacanza durata per mesi e mesi, in cui gli studenti hanno visto sbriciolato il loro diritto allo studio, quasi fino a minare la possibilità di bandire ed erogare le borse di studio universitarie e gli alloggi studenteschi per l'anno accademico 2022/2023.

Tornando al Garante per l'infanzia e l'adolescenza, che per sua natura "svolge la propria attività in piena autonomia e con indipendenza di giudizio e valutazione, senza alcuna forma di controllo gerarchico", leggendo la norma istitutiva scopriamo che la stessa ha compiti importanti per la diffusione della cultura dell'infanzia e dell'adolescenza, per vigilare sull'applicazione delle convenzioni internazionali e sulle condizioni dei minori a rischio di emarginazione e discriminazione, per la segnalazione ai servizi sociali e all'autorità giudiziaria dei fenomeni di disagio minorile, per la comunicazione alle amministrazioni pubbliche delle situazioni di danno o di rischio per i minori, per verificare l'operato degli organi di comunicazione e per elaborare i dati relativi alla condizione dell'infanzia e dell'adolescenza in ambito regionale. Importante anche il ruolo che il Garante dovrebbe svolgere a sostegno dei minori stranieri, anche non accompagnati e per la tutela dei minori in comunità. A questo proposito, l'ultimo rapporto, titolato "Rilevazione sui minori di età inseriti in strutture residenziali presenti sul territorio della Regione Sardegna" è datato 30.06.2020. La pandemia, che in questi due anni ha sconvolto e attraversato le nostre vite, ha chiaramente avuto effetti importanti anche nei bambini e negli adolescenti. Anzi, proprio la popolazione infantile, secondo diversi studi pubblicati, ha subito i maggiori contraccolpi nella vita quotidiana. Tra i vari rapporti sul tema, citiamo quello edito a maggio del 2022 dall'Autorità Garante per l'Infanzia e l'Adolescenza in collaborazione con l'Istituto Superiore di Sanità dal titolo "Pandemia, neurosviluppo e salute mentale di bambini e ragazzi". In particolare, nel rapporto si evidenzia un impatto considerevole "sulla vita dei minori di età e delle loro famiglie, determinando un generale senso di incertezza e disorientamento in tutta la popolazione. In particolare, nei bambini e adolescenti, la pandemia ha determinato un insieme di fragilità di entità crescente, come l'aggravamento di disturbi neuropsichici già diagnosticati e l'esordio di disturbi in soggetti vulnerabili (es. minorenni inseriti in contesti di svantaggio socio-culturale, migratorio, con disabilità o altre vulnerabilità), o in soggetti sani. I professionisti hanno assistito a una vera e propria "emergenza salute mentale" dovuta al continuo aumento delle richieste in tale ambito". In calce al Documento, l'Autorità Nazionale indica anche delle Raccomandazioni rivolte alle istituzioni e in particolare richiede alle Regioni "di garantire la presenza di contenuti specifici sul neurosviluppo e sulla salute mentale dei minori nei percorsi di formazione manageriale e tecnico-professionale, come previsti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza, anche orientati all'utilizzo efficace delle piattaforme di telemedicina da utilizzare per alcune attività e/o in caso di necessità secondo criteri di appropriatezza e opportunità da valutarsi caso per caso, assicurando, in tal modo, migliore qualità della cura e continuità del servizio e delle prestazioni". 

 La mancata nomina del Garante per l'infanzia e l'Adolescenza non è l'unico problema sul tavolo, è chiaro, ma è un segnale di quanto la condizione dei bambini e dei ragazzi in Sardegna non sia una priorità nell'agenda politica regionale. L'aumento dei suicidi tra gli adolescenti, il crescente disagio minorile, la diffusione delle dipendenze e l'abuso di device elettronici, l'aumento della dispersione scolastica e, in generale, l'allargamento della forbice delle disparità sociali, dovrebbero essere dei campanelli d'allarme cosi forti da determinare delle azioni ad hoc. Invece tutto tace dai palazzi del potere.

 Con buona pace dell'infanzia e dell'adolescenza. 

 Letizia Janas 18.07.2022

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di Articolo Uno Sardegna