IL SSN DEL FUTURO (3): SANITÀ E TECNOLOGIA INFORMATICA: LE RETI. (2).

13.12.2021

Nella prima parte del tema "sanità e Tecnologia informatica" abbiamo trattato delle questioni relative ai dati informatici, al sistema di raccolta, alla loro qualità e alla loro standardizzazione, come parte di una medaglia che contempla anche una seconda faccia, quella delle reti e della struttura del sistema informatico sanitario.

Rispetto a questi temi il nostro approccio non è stato tecnico (ahinoi non ne saremmo stati capaci), ma essenzialmente politico, di visione, approccio al quale gli aspetti tecnici e tecnologici devono ispirarsi.

La premessa che abbiamo fatto nel precedente articolo, la confermiamo anche su questo aspetto, in particolare nel momento in cui diventa impellente e non più rinviabile per la sanità italiana la questione della partecipazione attiva alla costruzione delle banche dati utili a monitorare la salute dei cittadini ed il suo governo in tutte le sue fasi strutturali e di percorso.

Una parte delle criticità che riguarda la strutturazione delle reti informatiche in sanità è certamente comune alla parte software del problema, sia per ciò che concerne la variabilità dei programmi di gestione della scheda sanitaria/cartella clinica, la raccolta delle informazioni, la loro trasmissione, la loro centralizzazione, il loro trattamento, la interoperabilità dei softwar, che per la vera e propria strutturazione della rete.

In questo senso la soluzione auspicabile potrebbe essere, stante la impossibilità di uniformare in un unico software tutte le attività di raccolta delle informazioni sanitarie, la implementazione di un software server in grado di operare con i più comuni sistemi operativi, e che attraverso opportuni sistemi di conversione permetta di condividere i dati della cartella clinica, delle prescrizioni e quant'altro, anche in modo tale da poter operare contemporaneamente sulla medesima cartella/scheda sanitaria. Inoltre il sistema deve poter gestire livelli di password gerarchiche per singole utenze aggiornabili a distanza dall'amministrazione di sistema, e la possibilità di gestione di più modem o linee dedicate alla connessione.

Inoltre, i dati della cartella dovranno essere convertiti in entrata ed uscita in formato da definire e intelligibile a tutti i sistemi di conversione, differenziati per singolo asset professionale (medicina di famiglia, sistema di emergenza, specialistica territoriale, ospedale, sistemi di prevenzione, ecc.) utilizzando opportuni sistemi di accesso gestiti dal sistema informatico, tale da tracciare l'attività di tutti gli utenti che detengano il diritto di accesso ai dati, a qualunque titolo essi ne abbiano diritto.

Infine occorre dare risposte certe ed esaustiva ad alcuni temi critici che la realizzazione della rete sanitaria informatica pone, e, in merito al trattamento dei dati sanitari:

· A chi appartengano i dati di salute (ma questo pare chiarito, il cittadino) e, dunque, chi debba dare il consenso al loro trattamento in ciascuna fase dell'accesso ad essi;

· Chi possa accedervi in lettura, in scrittura, in lettura-scrittura;

· Per quale finalità vi si possa accedere;

· Chi sia il "governatore" dell'utilizzo dei dati sanitari, a chi cioè competa il governo del percorso con cui i dati prodotti vengano estratti e trattati;

· Quale, se vi debba essere, il professionista di riferimento (il decisore clinico) che determina il percorso di produzione ed il flusso di acquisizione dei dati di salute.

Sulla rete, è importante sottolineare alcune riflessioni.

Per costruire una rete sanitaria occorre strategicamente:

  • Una forte prospettiva politica di interesse generale per il cittadino e per il medico.
  • Un numero di soggetti più o meno ampio, che insieme decidono come fare, cosa fare, perché fare e quando fare. Occorre cioè che essi abbiano medesime finalità, dettate dal soggetto politico decisore (ministero/regioni).
  • Un forte soggetto di impresa (o istituzionale) che garantisca i mezzi per costruire la rete.
  • Una serie di strumenti per farla funzionare (il linguaggio, il vocabolario, il canale comunicativo, il punto di partenza, il punto di arrivo, il sistema delle garanzie, ecc.).
  • Una struttura funzionale ad Hub e Spoke a livelli multipli differenziati in grado di servire territorialmente i bisogni informativi e i differenti produttori delle informazioni (ambulatori, laboratori, strumenti tecnologici, ecc.).
  • La capacità prospettica di assistere materialmente la rete.
  • Un sistema di controllo non autoreferenziale che ne verifichi e garantisca la qualità.
  • Chi debba essere il proprietario della rete e con quali meccanismi di garanzia.
  • Se la rete, in quanto tale, possa essere alienata in tutto, in parte o per niente.

Come appare intuitivo, mettere i professionisti in rete significa modificare in modo significativo l'approccio ad una nuova realtà di governo della professione, dove l'informatica e la telematica assumono un significato preponderante nella trasformazione dei percorsi di cura e di assistenza, anche se l'evolversi delle conoscenze e delle pratiche informatiche ha facilitato negli ultimi 10 anni questa evoluzione. Far viaggiare le informazioni senza muovere i cittadini, realizzando in tempo reale l'accesso a tutti i dati che il sistema richiede, attraverso un sistema di condivisione e di trasmissione a distanza è il punto di arrivo di questa rivoluzione.

Liste d'attesa, prenotazioni, consulti, ricerca, sperimentazione, prevenzione, urgenza ed emergenza, appropriatezza nell'uso delle risorse, e quanto altro, assumono in questa logica una prospettiva completamente diversa, ponendo i medici in particolare, ma in generale tutti i professionisti del SSN, come i principali attori del sistema informativo.

Una parte specifica della rete dovrà essere la strutturazione della risposta clinica mediante l'uso di strumenti e procedure informatiche. Non solo dunque l'acquisizione dei dati, ma la trasformazione in attività clinica e strumentale della elaborazione del dato, mediante appunto la rete. Il teleconsulto e, in generale, la telemedicina sono la rappresentazione plastica di questo asset.

Le tecnologie attuali permettono il controllo a distanza di alcuni parametri clinici di fondamentale importanza per la gestione di alcune patologie come il diabete mellito e lo scompenso cardiaco, nonché da ultimo la gestione di dispositivi intracardiaci. Questo servizio viene consentito dall'utilizzo di un comunicatore a domicilio del paziente, che rileva periodicamente una serie di parametri e, sfruttando la rete GSM o l'utenza domestica, invia i dati al centro di riferimento.

Questi strumenti hanno dimostrato negli ultimi anni una ricaduta clinica molto favorevole e hanno permesso, dove applicati, la gestione di pazienti complessi in maniera più completa, integrata e con un minimo utilizzo di risorse.

L'applicazione dei sistemi di telemedicina trova particolare indicazione nei contesti in cui la viabilità non permette un facile raggiungimento del presidio medico di riferimento, nelle strutture comunitarie come gli ospizi e le residenze sanitarie assistenziali e nei pazienti di età avanzata o con ridotta mobilità e l'avvio di un programma integrato di telemedicina garantisce un maggior collegamento fra il medico ospedaliero, lo specialista ambulatoriale e il territorio stesso.

Ciò comporta, a fronte di un miglioramento dell'outcome clinico, una gestione ottimizzata del carico orario del personale sanitario con la liberazione di risorse utili all'aumento dell'offerta sanitaria in particolare nella riduzione delle liste d'attesa.

Bisogna però non dimenticare che l'informatizzazione dei sistemi sanitari configura anche una occasione di affaire sia per soggetti di impresa corretti che per quelli rampanti e spregiudicati. In questo senso i medici (e quelli di famiglia in particolare) diventano oggetto di attenzioni mirate, di promesse e di lusinghe, anche collettive, mirate a finalizzarne l'azione. Questo peraltro on deve impedire lo sviluppo pieno e trasparente della informatizzazione del sistema, il quale avrà da mettere in campo ogni azione etica e di controllo necessaria.

E' sufficientemente chiaro, infine, che si gioca oggi, sul terreno dell'informatica, una grande parte del futuro della Sanità italiana. Non è un caso che su questo terreno si misurino oggi importanti e meno importanti gruppi di potere del Paese. E se questo terreno è importante per altri, è certamente vitale per professionisti e cittadini.

Questa sarà l'altra vera battaglia di modernità del prossimo futuro.

Bruno Palmas

Responsabile Sanità Articolo UNO

Aprile - Testata Giornalistica Regionale
di Articolo Uno Sardegna