Il coraggio di Geppetto

04.06.2022

Il ventre della Balena come metafora politica

 In questo periodo sto rileggendo la fiaba di Pinocchio con le mie bambine e sono rimasto colpito dal coraggio e dalla spregiudicatezza di Geppetto. Mi ha affascinato molto il suo amore incondizionato per il burattino disobbediente e birbante che si mette sempre nei guai. Il povero falegname infatti tenta tante volte di salvare il figlio burattino da se stesso e, a un certo punto, avrebbe anche potuto arrendersi alle scelte di Pinocchio, abbandonandolo al suo destino. Dopotutto è un falegname: avrebbe potuto costruire un altro burattino e magari chiedere alla Fata Turchina di renderlo di nuovo vivo. Invece, la sua scelta d'amore, Geppetto la porterà fino in fondo, senza compromessi e senza ambiguità. Pur di trovare suo figlio si butterà in mare aperto su una zattera e scenderà nelle profondità degli abissi finendo dentro l'oscuro ventre della balena. Questa sua passione, questa sua dedizione mi hanno sinceramente commosso: questo è probabilmente dovuto al fatto di rileggere questa fiaba non più da bambino ma da genitore.

Ma ho trovato in questa metafora una similitudine con la nostra condizione politica. Quanto siamo disposti a rischiare e a sacrificare noi per la nostra ideologia? Per la nostra visione di mondo? Geppetto non si arrende all'idea di avere un figlio che non studia, che non rispetta le regole, che fa cose che non dovrebbe fare. Allo stesso tempo, ho l'impressione che noi ci stiamo arrendendo all'idea di una sinistra che non può essere egemone in questa società, che non può sfidare il modello culturale, sociale ,politico e organizzativo imposto dal capitalismo. Ci arrendiamo al fatto che la nostra ideologia debba avere le orecchie d'asino in un angosciante e cupo paese dei balocchi. Cerchiamo strade facili: invece di costruire il consenso partendo dalla nostra visione del mondo e creando un conflitto con l'attuale egemonia, scegliamo di percorrere strade più semplici, perché abbiamo paura di non reggere il conflitto, di non ottenere risultati elettorali adeguati, di non reggere la sfida per il futuro. Questa paura attraversa il nostro partito e la nostra comunità politica, che piuttosto che scegliere di buttarsi nella società per ricostruire un partito e un'ideologia, tenta di farsi adottare dal grande partito moderato del centrosinistra italiano, accettandone (o subendone) i limiti, le contraddizioni, le gravi incongruenze e una visione del potere fine a se stessa. Io, invece, ancora credo nel nostro burattino: la comunità politica di Articolo uno mi ha dato tanto in questi anni in termini di intelligenza, di impegno morale e sociale e credo che dentro di noi esiste un enorme potenziale per poter creare, insieme a chi ci sta, una grande forza popolare del lavoro. Credo che la società italiana stia aspettando un partito in grado di collegare ideologia, pensiero e pratica politica e penso che tutti questi strumenti siano oggi nella nostre mani. Qualcuno potrebbe dire "ma non ha senso metterci nella zattera e rischiare, troviamo approdi più sicuri!". Io non condivido questa analisi, perché noi non stiamo scegliendo di metterci nella zattera, noi siamo già dentro la pancia della balena. Dobbiamo avere il coraggio di riemergere dalla profondità degli abissi. A noi la scelta! 

Luca Pizzuto 26.05.2022 

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