Il Congresso delle donne

09.05.2022

Partecipazione, Temi ed Equità. Per un partito davvero femminista. 

 Il 23 e 24 aprile a Roma, durante il Secondo Congresso di Articolo Uno, le donne sono state una parte importante e lo hanno dimostrato nei numeri e nella chiarezza degli interventi.

Le donne del partito ci sono e hanno il coraggio di dire ciò che spesso la parte maschile non dice o dice solo sottovoce: lavoro, pace, parità, equità fiscale e giustizia sociale.

Articolo Uno da anni ha al suo interno un organismo vivo e costruttivo, una rete di donne che fanno politica e che hanno fatto del confronto sui temi la loro carta vincente: il Forum Nazionale delle donne di Articolo Uno. Complice la pandemia, che ha reso tutti più fisicamente lontani, ma che ha avuto il grande merito di avvicinare tutte virtualmente nelle piattaforme informatiche, sono stati due anni pieni di dibattiti e lavoro sui temi, non solo "femminili" ma sociali, politici ed economici: una visione pragmatica e competente delle donne del partito che, anche in sede di Congresso, ha dato un apporto importante concretizzato nel "Documento Forum Donne", approvato nella gran parte dei Congressi territoriali e che per la sua chiarezza è stato largamente apprezzato.

Durante la prima e seconda giornata del Congresso sono stati tantissimi gli interventi delle donne del partito, a dimostrazione che, oltre i numeri, ci sono anche tante idee e tanta voglia di partecipare alle scelte e al dibattito per costruire un nuovo paradigma di società.

Due interventi, tra gli altri, hanno avuto ampio consenso della platea: quello di Roberta Agostini, coordinatrice nazionale del Forum Donne e quello di Maria Cecilia Guerra, attuale sottosegretaria al Ministero Economia e Finanze.


L'intervento di Roberta Agostini ha coraggiosamente rivendicato il ruolo delle donne nel partito, nella comunità politica e nella società italiana: "le donne più di chiunque altro" ha affermato "sono interessate a questo cambiamento, ai mutamenti che sono derivati e deriveranno da questa doppia guerra, quella dei cannoni e quella della pandemia. Le donne sono state quelle che più di tutte hanno pagato nella perdita di lavoro e di futuro. Occorre un rinnovamento profondo dei soggetti politici del campo progressista". La stessa Agostini si dice fiera che questo Congresso abbia rappresentato la forza delle donne e i risultati ottenuti nella perfetta parità sia nella presenza al Congresso, che nella Segreteria, che nella Direzione Nazionale. Questo è, a suo avviso, il primo importante passo perché Articolo Uno possa sempre più caratterizzarsi come "partito di donne e di uomini, un partito femminista nelle pratiche di governo". Ricalca, ancora, il valore del Documento del Forum delle Donne, che rappresenta nei contenuti un documento in cui c'è un punto di vista forte e coraggioso che rappresenta una cultura politica di svolta per un nuovo paradigma. L'intervento della coordinatrice, che ha toccato ampiamente i temi della pace e del lavoro, si chiude con una frase di Virginia Woolf, contentuta anche nel documento, che dice «Il modo migliore per aiutarvi a prevenire una guerra non è di ripetere le vostre parole e seguire i vostri metodi, ma di trovare nuove parole e inventare nuovi metodi».


Di assoluto rilievo anche l'intervento finale, che ha chiuso il Congresso, della sottosegretaria al MEF Maria Cecilia Guerra. Nel suo ruolo di tecnico, non poteva non toccare lo scottante tema del fisco, quello che (come dice anche lei) "ci fa perdere le elezioni". La Guerra è, invece, molto sincera nell'affermare che Articolo Uno è cosa diversa nelle idee e nel tentativo di dibattere nel merito: noi siamo i nostri valori, noi ci battiamo per un mondo equo. In un momento politico in cui tutti dicono che "bisogna tagliare le tasse", la sottosegretaria non ha paura di dire che questo non può essere una soluzione praticabile: bisogna, invece, battersi "perchè se il carico fiscale non è equamente distribuito, facciamo un disastro, perché dobbiamo dire che a parità di reddito, qualunque sia l'origine di quel reddito, dobbiamo pagare uguale. E noi, quando la destra dice "non permetteremo che si tocchi la casa o i risparmi", dobbiamo avete il coraggio di dire "noi non consentiremo che si aumentino le tasse sul lavoro" poiché il lavoro non è meno importante della casa o dei risparmi". Nel suo intervento, tocca anche il tema del Governo, sottolineando che in questo governo "di unità nazionale" non è e non sarà possibile toccare temi come il fisco e la giustizia come noi vorremmo trattarli, perché le idee sono molto diverse. Sempre in tema di fisco, occorre ragionare non solo sulla Redistribuzione delle risorse, ma anche sulla Distribuzione a monte, perché se non si agisce sulle disuguaglianze di fondo, che hanno creato solchi profondissimi tra chi ha sempre meno e chi ha sempre di più, anche una politica fiscale che tenti una redistribuzione equa, non avrà effetti reali di cambiamento nella vita delle persone. Sono parole di sinistra, quelle dell'intervento della Sottosegretaria, parole che non nascondono quanto coraggio serva per affermare e gridare la necessità dell'Equità. Un intervento sincero e accorato, che si chiude con la speranza di una lotta ancora più forte con una applauditissima Maria Cecilia che intona a cappella "Compagni stiamo uniti - cantiamo ancor più forte - Scarpe rotte - scarpe rotte - bisogna andare - bisogna andar". E noi speriamo che la sua strada la porti ad essere la prima Ministra dell'Economia della storia della Repubblica.

E allora, accogliamo questo invito e andiamo anche noi: le donne di Articolo Uno Sardegna ci sono e nei prossimi mesi formalizzeranno il Forum regionale delle Donne, che auspichiamo sarà un luogo di confronto continuo e costruttivo per il nostro partito femminista, per un mondo equo e solidale.

Letizia Janas

02.05.2022

Aprile - Testata Giornalistica Regionale
di Articolo Uno Sardegna