Il conflitto nell’Ucraina orientale

10.06.2021

Separatisti filo russi e truppe governative

Nelle zone di Donec'k, Luhans'k e Charkiv (Ucraina orientale), dal 6 aprile 2014, si combatte la guerra del Donbass, quando un gruppo di separatisti filo-russi ha occupato alcuni palazzi governativi in quei territori di pertinenza ucraina. 

In questi sette lunghi anni di crisi ci sono stati periodi di relativa calma e altri di estrema tensione militare lungo i 427 chilometri di confine; tale crisi ha provocato 1,8 milioni di sfollati interni, che, terrorizzati da spari, granate e mine hanno abbandonato le loro case e non esiterebbero a migrare in massa verso altri Stati europei, anche perché hanno perso tutto e gli aiuti umanitari non arrivano in modo continuato. 

Inoltre, in molti villaggi mancano acqua potabile, cibo, medicinali, elettricità e carbone, in quanto le vie di approvvigionamento sono distrutte o bloccate, ciò comporta una crisi demografica, con interi centri urbani composti solo da anziani con il rischio che se qualcuno si ammala non c'è nessuno che li assista. 

Le persone che hanno bisogno di aiuto sono 3.4 milioni, per l'anno in corso l'ONU ne vorrebbe assistere almeno 1.9 milioni. Putin da poco ha dichiarato che le manovre avranno fine, ha dato la sua disponibilità ad incontrare a Mosca il suo omologo ucraino Zelensky.

Ancora non si sa se alternare bruscamente tempi di relativa calma a quelli di escalation, serve a forzare Kiev verso il riconoscimento diplomatico delle auto-proclamate Repubbliche di Donetsk e Luhansk. Per troppo tempo il mondo si è girato dall'altra parte; in un quadro già molto complesso, l'ipotesi di nuovi scontri crea vecchi timori, infatti il popolo ucraino si chiede quale potrebbe essere la portata della crisi umanitaria.

Valeria Sirigu

Aprile - Testata Giornalistica Regionale
di Articolo Uno Sardegna