Fritto misto e baccalà

03.04.2022

 Ordine del giorno della politica regionale. La saga della legge "omnibus" continua.

Il Consiglio Regionale della Sardegna, nella seduta pomeridiana del 24 febbraio 2022, ha approvato la legge di stabilità 2022 e la legge di bilancio di previsione triennale 2022-2024.

In coda a questi importanti provvedimenti, in zona cesarini, prima del meritato commiato dal duro lavoro, verso le 20.30 vengono messi in discussione gli Ordini del Giorno. Si penserebbe, vista l'ora tarda, a una comanda al ristorante ma, seppur molto simile ad un fritto misto giuridico, si trattava invece dell'uso della legittima prerogativa dei consiglieri di impegnare la Giunta su argomenti specifici.

Tra tutti, salta all'occhio, l'ordine del giorno n. 2 che diventa "ORDINE DEL GIORNO n. 70 approvato il 24 febbraio 2022 - MULA sulla necessità di una corretta applicazione della legge regionale n. 17 del 2021, recante disposizioni di carattere istituzionale-finanziario e in materia di sviluppo economico e sociale, successivamente modificata con la legge n. 21 del 2021".

Ma vediamo il verbale d'aula. Il presidente Pais, secondo il resoconto pubblicato procede: "Passiamo all'ordine del giorno numero 2. Poiché nessuno domanda di parlare lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano. (È approvato)".

Non ci è dato sapere chi ha alzato la mano e chi no, ma, vista la assoluta mancanza di interventi sulla questione, parrebbe che sia stato approvato da tutta l'aula.

Sarebbe, tuttavia, abbastanza imbarazzante se cosi fosse, perché quell'ordine del giorno contiene degli impegni a dir poco imbarazzanti. Ma qual è quindi l'ordine che il Consiglio da alla Giunta Regionale? Eccolo qui:

"impegna gli Assessori regionali nelle materie di propria competenza

- affinché intervengano presso gli uffici responsabili per chiedere la corretta applicazione della legge regionale n. 17 del 2021 recante disposizioni di carattere istituzionale-finanziario e in materia di sviluppo economico e sociale, (ndr: legge omnibus) successivamente modificata con la legge regionale n. 21 del 2021, in particolare per:
1. la sostituzione, modifica o integrazione, delle convenzioni da stipulare o già stipulate, con criteri che garantiscano, così come previsto dalle modifiche introdotte dalla legge regionale n. 21 del 2021, la proroga della realizzazione degli interventi, nonché della loro rendicontazione, per i beneficiari dei contributi, al 31 dicembre 2022;
2. l'inserimento nelle convenzioni tra le spese rendicontabili dalle associazioni e/o degli enti, anche quelle inerenti i beni strumentali e durevoli indispensabili per l'esercizio delle relative attività e del perseguimento dei propri obiettivi.

Quindi per il Consiglio Regionale della Sardegna è normale: che la politica "intervenga" negli uffici; che si debbano cambiare le convenzioni già stipulate dalle parti e soprattutto che, con fondi di spesa corrente, si possano acquistare "beni strumentali e durevoli".

Verrebbe da dire che si è toccato il fondo, ma temo che ci stupiranno con nuovi e ulteriori effetti speciali

A questo punto la domanda è d'obbligo: questo ordine del giorno è stato votato da tutti? Chi alza la mano? Si attende, anche in questo caso, la controprova.

Letizia Janas

Aprile - Testata Giornalistica Regionale
di Articolo Uno Sardegna