Berlinguer e lo sguardo verso il futuro

05.06.2022

La lungimiranza dei suoi pensieri colpisce ancora oggi

 Il centenario della nascita di Enrico Berlinguer ha significato per molti osservatori studiarlo e reintepretarlo in un'epoca in cui tutto accade molto velocemente. Emergenze e trasformazioni. L'attualità del suo pensiero continua a rimanere, anche per chi non lo ha mai conosciuto, la sua più importante eredità. Le sue idee di uguaglianza e di giustizia sociale, il suo obiettivo di rendere il Pc italiano autonomo dall'Unione Sovietica, col fine di declinarlo in chiave democratica, in armonia con la nostra Costituzione, sono valori che non implicano rigidità di pensiero, ma apertura al ragionamento e alla discussione. Quando in Cile, nel 1973, Pinochet rovescia con un colpo di stato il governo di Allende, democraticamente eletto nel 1970, Berlinguer capisce che anche l'Italia era una fragile democrazia che andava tutelata. Cerca quindi una collaborazione tra i principali partiti di massa: comunista, cattolico e socialista. Questa sua visione prende il nome di Compromesso storico. Aldo Moro e Berlinguer ne furono i due principali protagonisti. Rompe apertamente con Mosca, sottolineando l'importanza della democrazia e del rispetto verso le diverse visioni ideologiche e culturali. Disapprova l'intromissione dei sovietici nelle questioni dei partiti di sinistra degli altri stati, rimarcando l'indipendenza del Pc italiano. Questa svolta verrà chiamata Terza via o Eurocomunismo). Sono gli anni del massimo successo elettorale del Pc in Italia (1976) e naturalmente sono molti coloro che si oppongono a questa visione: la corrente andreottiana della Dc; la chiesa; gli Usa e parte del mondo imprenditoriale. L'uccisione di Moro nel 1978 segna la fine del governo di solidarietà nazionale e del progetto di Berlinguer di portare il Pc italiano al governo, promuovendo un cambiamento della società. Ha quindi fine il temporaneo sostegno al governo da parte di tutti i partiti politici di opposizione, Pc compreso. Nel 1981, in un'intervista al direttore de la Repubblica, Berlinguer accusa la classe politica italiana di corruzione. Con oltre 10 anni di anticipo intuisce la crisi profonda della Prima Repubblica. Questa sua denuncia prende il nome di Questione morale. Questa è certamente l'intervista più famosa sulla questione morale rilasciata da Enrico Berlinguer. la più citata, almeno, anche nei dibattiti odierni. Quella che poi porterà persino alcuni pezzi importanti del Pci a fargli una vera e propria guerra all'interno del partito, con plateali dissensi persino dalle colonne de l'Unità. Rispetto alle precedenti esternazioni sul tema, Berlinguer attacca anche il Psi di Craxi, colpevole di essersi uniformato ai metodi di governo della Democrazia Cristiana. In realtà questa intervista, pubblicata interamente per la prima volta su enricoberlinguer.it il 10 giugno 2009, non poneva l'accento solo sulla Questione Morale, ma su vari aspetti della politica del Pci (https://www.enricoberlinguer.it/questione-morale-berlinguer/) Denuncia la degenerazione dei partiti come macchine di potere e clientela; la lottizzazione e la spartizione delle Istituzioni dello Stato «Un credito bancario viene concesso se è utile a questo fine, se procura vantaggi e rapporti di clientela; un'autorizzazione amministrativa viene data, un appalto viene aggiudicato, una cattedra viene assegnata, un'attrezzatura di laboratorio viene finanziata, se i beneficiari fanno atto di fedeltà al partito che procura quei vantaggi, anche quando si tratta soltanto di riconoscimenti dovuti.»; la politica del do ut des creata ad hoc dai partiti «Molti italiani, secondo me, si accorgono benissimo del mercimonio che si fa dello Stato... Ma gran parte di loro è sotto ricatto. Hanno ricevuto vantaggi (magari dovuti, ma ottenuti solo attraverso i canali dei partiti e delle loro correnti) o sperano di riceverne, o temono di non riceverne più. Vuole una conferma di quanto dico? Confronti il voto che gli italiani hanno dato in occasione dei referendum e quello delle normali elezioni politiche e amministrative. Il voto ai referendum non comporta favori, non coinvolge rapporti clientelari, non mette in gioco e non mobilita candidati e interessi privati o di un gruppo o di parte. È un voto assolutamente libero da questo genere di condizionamenti. Nelle elezioni politiche e amministrative il quadro cambia...Sono macchine di potere che si muovono soltanto quando è in gioco il potere: seggi in comune, seggi in parlamento, governo centrale e governi locali, ministeri, sotto-segretariati, assessorati, banche, enti. se no, non si muovono. Quand'anche lo volessero, così come i partiti sono diventati oggi, non ne avrebbero più la capacità.»; evidenzia la visione etica del PC berlingueriano Berlinguer «Noi vogliamo che i partiti cessino di occupare lo Stato. Scalfari «Lei vuol dirmi che l'occasione fa l'uomo ladro? Berlinguer «Ma c'è un fatto sul quale l'invito a riflettere: a noi hanno fatto ponti d'oro, la Dc e gli altri partiti, perché abbandonassimo questa posizione d'intransigenza e di coerenza morale e politica. Ai tempi della maggioranza di solidarietà nazionale ci hanno scongiurato in tutti i modi di fornire i nostri uomini per banche, enti, poltrone di sottogoverno, per partecipare anche noi al banchetto. Abbiamo sempre risposto di no. Se l'occasione fa l'uomo ladro, debbo dirle che le nostre occasioni le abbiamo avute anche noi, ma ladri non siamo diventati. E ad un certo punto ce ne siamo andati sbattendo la porta, quando abbiamo capito che rimanere, anche senza compromissioni nostre, poteva significare tener bordone alle malefatte altrui, e concorrere anche noi a far danno al Paese.»; la lotta per l'uguaglianza sociale Scalfari «Veniamo alla seconda diversità. Berlinguer «Noi pensiamo che il privilegio vada combattuto e distrutto ovunque si annidi, che i poveri e gli emarginati, gli svantaggiati, vadano difesi, e gli vada data voce e possibilità concreta di contare nelle decisioni e di cambiare le proprie condizioni, che certi bisogni sociali e umani oggi ignorati vadano soddisfatti con priorità rispetto ad altri, che la professionalità e il merito vadano premiati, che la partecipazione di ogni cittadino e di ogni cittadina alla cosa pubblica debba essere assicurata.»; la critica al neo-liberismo «E passiamo al terzo punto di diversità. Noi pensiamo che il tipo di sviluppo economico e sociale capitalistico sia causa di gravi distorsioni, di immensi costi e disparità sociali, di enormi sprechi di ricchezza. sta creando masse crescenti di disoccupati, di inoccupati, di emarginati, di sfruttati. Noi abbiamo messo al centro della nostra politica non solo gli interessi degli strati emarginati della società, a cominciare dalle donne, dai giovani, dagli anziani. Per risolvere tali problemi non bastano più il riformismo e l'assistenzialismo: ci vuole un profondo rinnovamento di indirizzi e di assetto del sistema. Questa è la linea oggettiva di tendenza e questa è la nostra politica, il nostro impegno...La strategia dell'eurocomunismo (o terza via, come la chiamano anche i socialisti francesi), che è il terreno sul quale può aversi un avvicinamento e una collaborazione...»; e al sistema dei partiti in Italia «La mancanza di un ricambio di classe dirigente, capace di avviare un rinnovamento reale e profondo... Ma sta di fatto che noi, anche per nostri errori di verticismo, di burocratismo e di opportunismo, vedemmo indebolirsi il nostro rapporto con le masse... L'alternativa democratica è per noi uno strumento che può servire anche a rinnovare i partiti, compresa la DC... Il principale malanno delle società occidentali è la disoccupazione. il consumismo individuale esasperato produce non solo dissipazione di ricchezza e storture produttive, ma anche insoddisfazione, smarrimento, infelicità e che, comunque, la situazione economica dei paesi industrializzati -di fronte all'aggravamento del divario, al loro interno, tra zone sviluppate e zone arretrate, e di fronte al risveglio e all'avanzata dei popoli dei paesi ex-coloniali e della loro indipendenza- non consentiva più di assicurare uno sviluppo economico e sociale conservando la "civiltà dei consumi", con tutti i guasti, anche morali, che sono intrinseci ad essa. La diffusione della droga, per esempio, tra i giovani è uno dei segni più gravi di tutto ciò e nessuno se ne dà realmente carico....Ma dicevamo dell'austerità. Fummo i soli a sottolineare la necessità di combattere gli sprechi, accrescere il risparmio, contenere i consumi privati superflui, rallentare la dinamica perversa della spesa pubblica, formare nuove risorse e nuove fonti di lavoro. Dicemmo che anche i lavoratori avrebbero dovuto contribuire per la loro parte a questo sforzo di raddrizzamento dell'economia, ma che l'insieme dei sacrifici doveva essere fatto applicando un principio di rigorosa equità...». Nel giugno 1984 a Padova, mentre concludeva la campagna elettorale per le europee, viene colpito da un ictus e muore pochi giorni dopo. Il suo funerale, a Roma in Piazza San Giovanni, fu un evento di massa a cui parteciparono un milione e mezzo di persone, tra cui tanti leader internazionali (da Arafat a Gorbaciov), alleati e avversari italiani (dal presidente partigiano Pertini al segretario dell'Msi Almirante, suo storico avversario). Intellettuale stimato e rispettato da tutti, le immagini del suo malore e dello sgomento che suscitò sono tuttora impresse nella memoria di tanti. Perché oggi Berlinguer rimane così attuale? Perché credeva in una politica e in una classe dirigente formata e non improvvisata; perché nonostante sostenesse la Terza via, rimaneva distaccato e critico nei confronti della visione neo-liberista in cui identificava la causa della crescita delle diseguaglianze; per la sua coerenza; per la sensibilità che mostrava nei confronti di temi tuttora attuali (condizione femminile; ambiente; rapporto uomo e tecnologia); perché ascoltava molto i giovani e le loro istanze; perché credeva nel fare politica onestamente e nella necessità di costruire una società più etica. Berlinguer era vincente perché cercava di interpretare, con lealtà nei confronti dei suoi valori di sinistra, la realtà del momento e le sue sfide. 

Marta Torrente 25.05.2022

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