Articolo Uno: “Quello che ci unisce”

07.06.2021

Il 14-15 maggio un importante appuntamento nazionale per il progressismo.

Alle prossime elezioni politiche ci sarà un'alleanza progressista formata dal Movimento 5 stelle, guidato da Giuseppe Conte, dal Partito Democratico guidato da Enrico Letta, e da una componente di sinistra guidata da Roberto Speranza e da altre personalità e forze della sinistra plurale, a cominciare da Coraggiosa di EllySchlein, il movimento delle sardine di Mattia Sartori, il civismo e l'associazionismo di sinistra, a cominciare dall'Arci di Francesca Chiavacci, passando per la Cgil di Maurizio Landini. "Quello che ci unisce" era il tema della due giorni organizzata da Articolo Uno, che aveva lo scopo di fissare i "fondamentali" di un'alleanza democratica e progressista per l'Italia del futuro.

Nei giorni precedenti la due giorni programmatica nazionale di Articolo 1 del 14 e 15 maggio si sono svolti inoltre una serie di tavoli tematici divisi in cinque gruppi di lavoro: Lunedì 10 si sono riuniti i tavoli: PUBBLICO E GIUSTO e PARTITO E SINISTRA. Il primo aveva i seguenti sotto gruppi: il pilastro di una nuova economia della cura; il new deal della cultura: le radici del futuro; Recovery: la sfida della sanità di prossimità; la scuola e l'università dopo la pandemia: un investimento straordinario sui giovani. Martedì 11 si sono riuniti i tavoli EUROPA E POLITICA (Il ruolo dell'Europa come attore politico globale tra diritto e sovranità; un nuovo patto europeo sulla migrazione e l'asilo) e VERDE E ROSSO (Per un nuovo statuto dei lavoratori: ammortizzatori sociali, rappresentanza, partite iva; transizione ecologica e sostenibilità sociale; un fisco generale e progressivo; il Capitalismo della sorveglianza: la sovranità dei dati per una nuova democrazia digitale). 

Mercoledì 12 si è riunito il tavolo STATO E SVILUPPO (Mezzogiorno, giovani, donne, nuovo equilibrio stato regioni; il ritorno dello stato: il decentramento nel tempo della pandemia). Venerdì 14 alla presenza di circa 7000 persone connesse si è svolto il primo giorno dell'assemblea nazionale. I lavori sono stati aperti da Pier Luigi Bersani sulla base del documento "Idee per una sinistra plurale". 

Di seguito ci sono state le relazioni dei cinque gruppi di lavoro. Interessante nel corso dell'assemblea l'intervento di Massimo D'Alema sulla crisi in Medio Oriente. Il presidente ha espresso un certo disappunto riguardo la mancanza in Italia di una forza di sinistra significativa, in grado di cogliere i processi ed esprimere parole chiare e non di circostanza sulle questioni internazionali. 

Nello specifico ha ricordato come la leadership della sinistra palestinese si sia spesa a lungo, con una generosità quasi suicida, per favorire la politica del negoziato e delle concessioni nel silenzio generale dei partiti progressisti europei, venendo per questo delegittimata tra la popolazione e col tempo sostituita da Hamas. 

Saper cogliere la differenza tra oppressori ed oppressi è prerogativa fondamentale di chi si propone di dare vita ad un partito di sinistra e non può succedere, secondo l'avviso di D'Alema ma anche degli altri intervenuti susseguitisi in assemblea, che si faccia confusione su un punto così importante. 

Sabato 15 maggio si è svolta l'ultima giornata di questo grande momento di consultazioni del nostro campo, con la presenza del segretario Roberto Speranza, del Presidente del consiglio uscente Giuseppe Conte in veste di riorganizzatore del Movimento Cinque Stelle, della vicepresidente della regione Emilia Romagna Elly Schlein, della Presidente nazionale dell'ARCI Francesca Chiavacci, del segretario del Partito Democratico Enrico Letta, del Segretario della CGIL Maurizio Landini e del capogruppo di Leu alla Camera Federico Fornaro. 

Enrico Letta ha messo in chiaro che le Agorà democratiche previste nei prossimi mesi saranno un momento aperto in cui tutte le forze ed organizzazioni che stanno fuori dal Partito Democratico saranno invitate a partecipare per portare il proprio contributo ad un partito che tenta di rifondarsi. 

In particolare nell'intervento di Conte e nella relazione conclusiva di Roberto Speranza in più passaggi si è analizzata la situazione e il contesto attuale, in cui, a prescindere dai leader, esiste un campo ben delineato che va dal PD al M5S passando per Articolo Uno. 

Un campo in cui anzitutto esistono il rispetto reciproco, una prospettiva comune e un elettorato simile. Di fronte alle grandi trasformazioni del presente le forze attuali da sole non bastano a se stesse ed hanno il dovere di ripensarsi e riorganizzarsi per parlare con il tanto che le aspetta nella società. 

Il senso di queste giornate è stato quello di cominciare a gettare le basi per arrivare nei prossimi mesi ad una proposta unitaria all'altezza della fase. A prescindere da quando si tornerà a votare infatti è importante riattrezzare un campo, un progetto nuovo, che riconfiguri l'area progressista e dia finalmente una casa ad una sinistra plurale. 

Bersani fu il primo ad individuarne i tratti ormai otto anni fa (si ricordino "i giorni dello streaming" per i quali da poco ha ricevuto le scuse a nome del M5S da Chiara Appendino) con una intuizione che ci avrebbe risparmiato tanti errori commessi dopo. E' ora quindi di correggere la rotta, forse non è troppo tardi.

Andrea Zuddas

Aprile - Testata Giornalistica Regionale
di Articolo Uno Sardegna