Antonio Muscas candidato a Villacidro

06.10.2021

L'associazione "Assemblea Permanente" ha presentato la sua lista

Assemblea Permanente si pre­senta per le comunali del 10 e 11 Ottobre a Villacidro con una lista di 9 donne e 7 uomini e io avrò l'onore di rappresentarla nella veste di candidato sindaco.

Nata nel 2015 da un esempio di forte partecipazione e di volontà dei cittadini di farsi carico della gestione della cosa pubblica, Assemblea Permanente inten­de portare la sua esperienza nell'ammi­nistrazione comunale attraverso la libe­razione degli spazi pubblici e politici, per una politica realmente partecipata, tra­sparente e al servizio della collettività. Partecipiamo alla corsa elettorale forti di un consolidato sostegno popolare e caratterizzati dall'essere l'unico grup­po politico nel territorio realmente atti­vo e in costante crescita.

A distinguerci dagli altri è la modalità con cui siamo nati e ci muoviamo. Non dipendendo da organizzazioni politiche esterne, la nostra libertà di movimento è totale ma saldamente vincolata agli irrinunciabili principi del­l'antirazzismo e dell'antifascismo. Siamo nati a Villacidro per occuparci dei temi e delle problematiche del nostro territorio e della nostra isola, ma agiamo a tutti i livelli, occupandoci di salute e servizi sociosanitari, beni comuni, del paesaggio e dell'ambien­te, tutela del territorio, lavoro e benes­sere dei lavoratori, decoro urbano, cura delle periferie e del verde pubbli­co, promuovendo la partecipazione attiva della comunità alla vita politica. Ma siamo anche per il diritto all'auto­determinazione, contro ogni forma di servitù e colonialismo, in terra sarda e in tutto il mondo. Perciò partecipiamo atti­vamente alle lotte contro le basi militari, contro la speculazione delle finte rinno­vabili e il furto di territorio per la realizza­zione di grandi progetti infrastrutturali quando questi non hanno alcun fine utile per la collettività. Abbiamo promosso la costituzione di comitati, associazioni e gruppi di acquisto per occuparci di arte e cultura, lingua sarda, cinema, biodiver­sità, cibo a chilometro zero, e perciò di qualità della vita, occupazione, alimenta­zione sana e accessibile a tutti. Viviamo intensamente il nostro territorio e inten­diamo compiere ogni sforzo per godere delle risorse che questo ci offre e mette a disposizione. Pertanto, la nostra azio­ne è rivolta a conoscere meglio e far comprendere la ricchezza del nostro patrimonio materiale e immateriale, così da poterlo rendere fruibile e, nel con­tempo, tutelarlo e preservarlo portando avanti azioni di recupero di quanto nel corso degli ultimi decenni è stato distrut­to e degradato. La modernità nel Campidano come nel resto della Sardegna ha significato sovente consu­mo di territorio e inquinamento ambien­tale, modifica del paesaggio, stravolgi­mento delle attività tradizionali, della cul­tura e della nostra stessa società, in nome di un'industrializzazione durata giusto il tempo di iniziare a conoscerne i disastri ma i cui strascichi sono ancora oggi evidenti con tassi di mortalità e mor­bilità ben oltre la media. Noi, perciò, esi­stiamo e ci battiamo per riprendere in mano le nostre esistenze e il nostro destino. Vogliamo metterci in relazione con il mondo esterno senza intermedia­zioni, consapevoli di avere le risorse umane e tecniche per farlo. Ciò non significa illudersi di bastare a se stessi o non riconoscere la necessità che vi deb­bano essere diversi livelli decisionali, dipendentemente dalla dimensione dei territori coinvolti, ma significa piuttosto rivendicare il diritto di confrontarsi con gli altri alla pari e prendere parte ai proces­si decisionali senza subirli.

In quest'epoca di profonda crisi ambien­tale e climatica, in cui il logico cammino da intraprendere dovrebbe indirizzarsi verso la sobrietà, la riduzione dei consu-mi e degli sprechi, siamo invece sotto­posti ad un assalto senza precedenti alle risorse e ai territori. Ci sentiamo inermi di fronte allo strapotere delle multinaziona­li, le quali, come di consueto, approfitta­no della debolezza della politica, della fragilità dei territori, della povertà e della disoccupazione, per azionare la leva del ricatto lavorativo. Ma il lavoro dov'è? Il lavoro e le opportunità, paradossalmen­te, sono proprio lì dove sembrano man­care. Le azioni di contrasto al cambia­mento climatico devono inevitabilmente comprendere la rilocalizzazione delle attività produttive, gli interventi di assetto idrogeologico del territorio, la riqua­lificazione urbanistica, l'incentivazio­ne dell'agricoltura biologica, la sele­zione di specie più idonee ad affron­tare il riscaldamento globale, il potenziamento dei servizi e dell'as­sistenza sociale e medica di base, la decentralizzazione della produ­zione energetica a favore delle comunità energetiche. L'Unione europea in tal senso ha previsto lo stanziamento di 750 miliardi di euro, di cui oltre 190 destinati all'Italia. Soldi che, ovviamente, hanno sti­molato l'appetito degli speculatori i quali, come stiamo constatando, puntano sulla privatizzazione sel­vaggia, lo smantellamento della scuola pubblica e dei servizi essen­ziali, la riproposizione dei grandi progetti infrastrutturali, in un corto­circuito totale in cui il fossile viene riproposto in chiave ecologica. Sta a tutti noi fare in modo che questi fondi rappresentino un'opportunità e impiegarli per correggere la rotta. È una questione di sopravvivenza, ed è dalle comunità, proprio dalla difesa dei nostri territori, delle nostre scuole, degli ospedali e dei servizi che la lotta si deve sviluppare e articolare a un livello più generale. Ecco, Assemblea Permanente, pur nella sua dimensione locale, è inserita all'interno di queste dinamiche politiche, apparentemente troppo grandi perché una realtà di meno di 14.000 abitanti possa farvi fronte. Ma 10, 100 Assemblee Permanenti sono in grado di reggere il peso di uno scontro ciclopico. Ed è proprio partendo dalle amministrazioni locali che questo scon­tro può e deve essere sostenuto e por­tato avanti

Antonio Muscas

Candidato Sindaco a Villacidro


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di Articolo Uno Sardegna