ANNEGAMENTI

31.07.2022

Le Nazioni Unite hanno decretato il 25 luglio Giornata Mondiale per la Prevenzione dell'Annegamento, per sensibilizzare l'opinione pubblica ed i governi su questo fenomeno tragico che ogni anno miete centinaia di migliaia di vittime e quindi offrire soluzioni per salvare vite umane. Si definisce annegamento il processo in cinque fasi di sofferenze respiratorie (per asfissia acuta) dovute alla sommersione di un corpo o all'immersione dei soli orifizi respiratori in un liquido; questo può avere nessuna conseguenza o comportare morbilità e persino la morte. Le misure per prevenirlo sarebbero multisettoriali e riguarderebbero: l'installazione di barriere per controllare l'accesso alle aree d'acqua pericolose; fornire sistemi d'assistenza comunitaria supervisionati per i bambini in età prescolare; fare corsi di nuoto, sicurezza in acqua e di salvataggio sicuro nelle scuole; organizzare corsi di salvataggio e rianimazione per formare qualunque persona; stabilire e applicare le norme di navigazione sicura e trasporto marittimo; migliorare la gestione del rischio di alluvioni. Queste sono soluzioni a basso costo A causa della non applicazione delle suddette precauzioni ogni anno i decessi per annegamento sono più di 236.000, una delle principali cause di morte tra soggetti di età compresa tra 1 e 24 anni e la terza per lesioni in tutto il mondo; oltre il 90% decessi si verifica nei paesi a basso e medio reddito e i bambini con meno di cinque anni sono gli individui più a rischio. La maggior parte delle morti avviene durante attività quotidiane, quali: fare il bagno nei fiumi e nel mare, andare a prendere l'acqua per uso domestico, viaggiare su barche o traghetti e pescare; ma anche i monsoni ed altri eventi meteorologici stagionali o estremi possono essere una causa frequente di questo tipo di tragedie. 

Valeria Sirigu 

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di Articolo Uno Sardegna