Afganistan: quarant’anni senza pace

08.09.2021

Precipita la situazione nel paese asiatico dopo vent'anni di intervento Nato

Il movimento talebano nacque nel 1994 a Kandahar, fondato dal mullah Mohammed Omar, morto nel 2013. Furono al potere, come Emirato Islamico dell'Afghanistan, dal 1996 al 2001, quando le truppe Usa si insediarono nel Paese dopo gli attentati dell'11 settembre. Portatori di un'interpretazione radicale della legge islamica, secondo fonti americane potrebbero contare su 60mila uomini armati attivi e 10mila foreign fighters in maggioranza pachistani ma provenienti anche da diversi Paesi dell'Asia centrale, dall'Uzbekistan al Turkmenistan, oltre a gruppi di ceceni e di uiguri dalla Cina.

Il termine "talebano" in pashtu - seconda lingua più parlata in Afghanistan e diffusa anche in Pakistan - significa "ricercatore" o "studente". Il movimento, nato durante gli anni'90 nelle madrasse, scuole coraniche pakistane, fu ufficialmente formato nel 1994 a Kandahar con a capo il mullah Mohammed Omar, combattente tra i mujaheddin islamici nella guerra tra l'Afghanistan e le truppe sovietiche che occuparono il Paese tra il 1978 e il 1989.

I talebani nacquero con il desiderio di riportare l'equilibrio in Afghanistan dopo il ritiro dell'esercito sovietico e con l'obiettivo di radicare nei territori conquistati uno stile di vita basato sull'interpretazione più radicale della sharia, la legge islamica, con esecuzioni pubbliche per chi disobbediva ai precetti religiosi, l'obbligo del burqa per le donne e della barba per gli uomini.

I talebani si organizzarono rapidamente in milizie e nel 1996 presero Kabul, in parte appoggiati anche dalla popolazione per essersi imposti come sostituti del governo attraverso piani di ripresa economica e di ricostruzione delle infrastrutture distrutte durante la guerra con l'Unione Sovietica.

Secondo dati ONU, dal 1995 al 2001, sarebbero almeno 15 i massacri compiuti dai talebani contro la popolazione civile afghana, spesso insieme ai soldati di Al-Qaeda, altro movimento radicale islamista di stampo sunnita fondato da Osama Bin Laden. Dal 1996 i talebani ne ospitarono le basi in Afghanistan.

I talebani rifiutano l'idea di elezioni e di strutture democratiche. I cittadini afghani che hanno collaborato con la diplomazia internazionale, i media occidentali e gli eserciti di altri Paesi sono considerati "traditori". Al loro insediamento al potere negli anni '90 i talebani vietarono cinema, musica e televisione. Alle donne,a cui fu imposto di non avere rapporti con uomini se non con il padre, il marito o un altro membro della famiglia, fu vietato di guidare qualsiasi mezzo, dall'auto alla bicicletta, di truccarsi o di indossare gioielli.

Nel 2001 i talebani distrussero le due statue millenarie del Buddha scolpite nella roccia nella valle di Bamiyan, nonostante gli appelli della comunità internazionale a non farlo per il loro valore storico-culturale: l'interpretazione della legge islamica dei talebani vieta qualsiasi raffigurazione di "idoli".

I talebani aiutarono Al-Qaeda negli attentati alle Torri Gemelle di New York e al Pentagono di Washington dell'11 settembre 2001. Il 7 ottobre dello stesso anno Stati Uniti e Regno Unito dichiararono guerra all'Afghanistan e un'alleanza NATO fu inviata nel Paese per smantellare il regime e distruggere Al-Qaeda. A dicembre, fu installato il governo di transizione di Hamid Karzai e ai militari della ISAF, Forza Internazionale di Assistenza alla Sicurezza, fu dato il compito di addestrare l'esercito afghano per la costruzione di uno "Stato democratico" ma negli anni il gruppo ha continuato a reclutare combattenti e si è organizzato in maniera decentrata, riuscendo a mantenersi influente in molte zone afghane.

Nell'aprile 2021 il presidente Usa Joe Biden ha annunciato ufficialmente il ritiro dell'esercito americano dal Paese. Negli anni il contingente dei militari in Afghanistan si era fatto sempre più piccolo, anche in ragione dell'accordo di pace con i talebani del 2020, le cui trattative sono ancora in corso. Il resto è nelle cronache di queste ore. 

 Antonella Fancello  

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