A PROPOSITO DI NO VAX Evitiamo di fare omaggio alle destre della nostra idea di libertà

13.12.2021

Non mescoliamo il movimento no vax con la protesta contro il green pass: serve solo ad aggiungere scompiglio a quello già diffuso ovunque. Si tratta, a mio avviso, di due fenomeni differenti che proprio per questo vanno visti e letti separatamente. Averli mescolati ha ottenuto il risultato di consegnare, indistintamente, tutte le recenti manifestazioni di piazza all'estrema destra. Si è fatto di tutta l'erba un fascio, e questa è un'ulteriore dimostrazione di quanta confusione regna nella testa di compagni, operai e brave persone succubi, purtroppo, del martellante impasto di opinioni differenti che costituiscono l'"informazione" (televisiva e dei giornali). E forse oggi è tardi per porvi rimedio.

Noi per ora ci fermiamo al movimento no vax. Riteniamo che tale movimento abbia le idee molto confuse sui vaccini e la loro gestione (anche noi non le abbiamo chiare, e, per quanto ci è permesso di capire, nemmeno l'Oms che le ha); al suo interno sono presenti figure di differenti e (spesso) opposte opinioni politiche, ma ciò che le accomuna è l'accettazione, più o meno consapevole, che l'idea giusta di libertà sia questa: chiunque ha il diritto di fare ciò che vuole, e nessuno, tantomeno quella cosa che si chiama Stato, ha il diritto di impedirglielo.

Metto subito le mani avanti: considero il movimento no vax e l'idea di libertà che emerge dai suoi comportamenti quanto di più lontano ci possa essere dall'idea di comunità che sta alla base del movimento operaio, del sindacato, della sinistra.

Il movimento no vax è fondamentalmente un movimento anti-Stato; l'assalto al Campidoglio di Washington di gennaio di quest'anno, con tutta la coreografia del leader cornuto, e quello nostrano dello scorso ottobre alla sede della CGIL con la ridicola pretesa di essere «a servizio del cittadino» perché «noi siamo il popolo», le cui similitudini comportamentali sono evidenti, ne sono la rappresentazione più compiuta.

Negare lo Stato in quanto tale equivale a negare il servizio pubblico e cioè affermare implicitamente che la gestione della sanità in primis, ma anche quella dell'acqua, della scuola, dei trasporti, dell'assistenza etc. non deve e non può essere pubblica. Tutto deve essere consegnato ai privati. In sostanza il movimento no vax è uno dei tanti aspetti del modello neoliberista, forse il più becero.

Facciamo memoria e ricordiamoci l'ultimo periodo della presidenza Trump durante il quale lui in prima persona e tutti i suoi sostenitori si sono presentati come i paladini della libertà individuale.

Freedom, libertà (spesso confusa con "democrazia") è un ritornello che, fin dai tempi dei miti della "frontiera", attraversa tutta la storia degli Stai Uniti (Teodori, Williams). Durante il lungo scontro con il "comunismo" la parola "libertà" è stata utilizzata per rappresentare tutto ciò che il comunismo non era. Libertà di mercato, prima di ogni altra cosa, opposto allo statalismo comunista. Il concetto di libertà come valore supremo, come principio basilare del vivere civile - caratteristico della rivoluzione francese - si è trasformato in un concetto di libertà come essenza di un dato ordine economico, di un determinato assetto istituzionale, ed è quindi passato, da "valore" che ha dato identità ad una classe, quella borghese, a valore che ha dato identità al capitale, mentre le classi subalterne si schieravano dietro il vessillo della solidarietà. (Per inciso, non dimentichiamo che il quotidiano del PCI era "L'unità", mentre quello della DC era "Il popolo").

Ma quello che sta accadendo oggi è molto differente perché l'idea di libertà che l'estrema destra porta avanti - qui Trump & co. si collocano nell'area dell'estrema destra - è quella riconosciuta da quel "popolo" privo di connotati di classe che è il prodotto e il risultato della vaporizzazione della classe media (la "middle class") e dello sbriciolamento della "working class" nel lavoro precario. Essa quindi non può rappresentarsi come sinonimo di un dato ceto o ordine sociale, ma solo come «sostanza biologica di una umanità in cerca di puro benessere» (A. Fumagalli). La libertà si riduce quindi al puro diritto del singolo individuo di fare ciò che vuole, non solo fuori da regole e principi istituzionali, ma anche fuori dalla considerazione dell'esistenza dell'altro che esiste solo in quanto detentore del medesimo diritto.

Non sottovalutiamo questa forma di individualismo trumpiano che ha oggi assunto una dimensione globale: gli torna comodo essere all'interno di Internet giacché l'universo virtuale del web è privo di vincoli istituzionali, è privo di indirizzi regolatori, e pertanto si presta perfettamente come spazio ove l'immaginario dell'individuo di questo moderno "popolo" proietta i suoi comportamenti. In questo spazio l'individuo pensa di poter fare ciò che gli pare, nessuno gli può dettare regole e nessuno può disciplinarlo. Egli è (si sente di essere) completamente libero".

Il capitalismo delle multinazionali, che noi pensavamo essere il livello più alto della sua evoluzione, è oggi vecchiume. L'attuale ordine imposto dai moderni Leviatani, Google, Amazon, Microsoft, Facebook e simili ha raggiunto uno stadio di sviluppo capitalistico con caratteristiche molto differenti. La più importante di queste caratteristiche è (appunto!) la "democratizzazione" dell'accesso alla comunicazione, cioè la possibilità concessa di comunicare con il mondo e quella (illusoria) di agire nel mercato. L'inclinazione dell'individualismo - si pensi alla figura-simbolo della nostra epoca, il "freelance" - viene dilatata dalla convinzione che l'accesso al web possa diventare accesso al mercato e quindi alla sopravvivenza, senza mediazioni di alcuna istituzione.

Fondare il proprio comportamento sulla convinzione che ciascuno ha il diritto di fare ciò che vuole è l'assoluta negazione di tutto ciò su cui è stato costruito (con grande sacrificio e fatica) il movimento operaio e la sinistra tutta intera, significa negare i valori del mutualismo, della solidarietà, della comunità, sui quali è nato conflitto ed è stato edificato tessuto sociale.

Mario Loi

Aprile - Testata Giornalistica Regionale
di Articolo Uno Sardegna