A.I.A.S., punto e a capo?

03.04.2022

 A rischio posti di lavoro e assistenza sanitaria

L'Associazione Italiana Assistenza Spastici (A.I.A.S) è un colosso dei servizi sanitari in Sardegna ed è un nome molto conosciuto anche nelle cronache giudiziarie di questi anni.

Nata nel 1967 come associazione senza scopo di lucro ad opera dei familiari di soggetti con disabilità, aveva l'obiettivo di dare tutte quelle risposte terapeutiche che nella nostra Regione mancavano per questi pazienti. Presto però, l'associazione diventa un gigante della sanità privata riabilitativa fino ad arrivare, oggi, come AIAS Cagliari, ad assistere complessivamente circa 3.500 persone, tra cui 1380 anziani, avvalendosi di circa 1240 dipendenti e una media di 1615 prestazioni giornaliere.

Nel corso di questi decenni, se da un lato l'ente ha costituito una risposta a servizi sanitari pubblici assenti o carenti, dall'altro lato è sempre stata al centro di continue denunce da parte dei dipendenti, che lamentavano la mancata applicazione dei CCNL e il pagamento degli stipendi in perenne ritardo.

Sono stati anni di presidi, scioperi della fame, sit-in davanti ai luoghi di lavoro e sotto le sedi istituzionali, con il supporto di CGIL, CISL e UIL e i tentativi di coinvolgimento della classe politica isolana. In particolare, da diversi esponenti di centro sinistra e dalla Giunta 2014-2019 guidata da Francesco Pigliaru, venne portato avanti un lavoro di approfondimento dal quale emerse che nel triennio precedente a quella legislatura erano stati erogate risorse per prestazioni sanitarie pari a 140 milioni di euro. Il lavoro della precedente maggioranza regionale arrivò, attraverso un difficoltoso percorso di ricostruzione e studio, a trovare una soluzione al monopolio di fatto dell'AIAS attraverso la costituzione di una società in house a partecipazione mista, pubblica e privata. "La Società SAS DOMOS è costituita il 5 dicembre 2018 come Società Consortile a responsabilità limitata, per l'attuazione del progetto di sperimentazione gestionale autorizzato con Deliberazione della Giunta Regionale della Sardegna n. 57/55 del 21.11.2018, finalizzata a sviluppare la gestione di servizi relativi all'attività sanitaria e socio-sanitaria, sia assistenziale sia di supporto a questa": così è scritto a tuttoggi sulla pagina istituzionale (https://www.atssardegna.it/index.php?xsl=115&s=63784&v=2&c=5152&httphst=asl.regione.sardegna.it), ma la società non esiste più.

Infatti con una Nota del 26 marzo 2019, il Presidente Christian Solinas, neo eletto alla guida della Regione Sardegna, in uno dei suoi primi atti, ordina uno stop alle attività dei direttori generali delle aziende sanitarie. 

Tutte. 

Non risparmia neppure Sas Domos, che da quel momento in poi, completamente svuotata, muore prima di essere diventata operativa.

Il Consiglio Regionale, nel frattempo, in seguito ad un ordine del giorno del 25 giugno 2019 istituisce la "Commissione d'inchiesta sul perdurare dello stato di insolvenza economica dell'AIAS" che, nell'ottobre 2019 trasmette la relazione conclusiva, poi approvata dall'assemblea sarda. Nel Documento, oltre all'evidenziazione della situazione critica dell'esposizione debitoria dell'ente, il consiglio da mandato alla Giunta Regionale "affinché sia immediatamente dato seguito ad ogni possibile soluzione che garantisca il superamento dello "status quo", puntando in prima istanza a dare garanzia di continuità delle prestazioni assistenziali agli utenti e garantendo tutti i livelli occupazionali".

Da allora sono passati quasi tre anni e in questo periodo di tempo si sono succedute proteste, battaglie legali, molte delle quali nello scenario del Tribunale del Lavoro: i dipendenti richiedevano somme arretrate mediamente per importi da 15000 a 20000 euro pro capite. La situazione debitoria cui AIAS era esposta nei confronti dei dipendenti determina, nell'ottobre 2019, la segnalazione al Tribunale Fallimentare e la successiva istanza di fallimento. Tale procedura fu sospesa a seguito di una disposizione del giudice fallimentare, che dava assenso alla più favorevole procedura di concordato preventivo.

E' di questi giorni la notizia che il giudice del Tribunale fallimentare, dopo più di due anni di operatività della procedura concordataria, ha bloccato la procedura di concordato per aver rilevato la presenza di gravi criticità: mancata regolarizzazione della società; sopravvalutazione del patrimonio per un importo di oltre 26 milioni di euro; impossibilità dei Commissari giudiziali di svolgere compiutamente i controlli previsti a causa delle modalità di tenuta della contabilità; andamento reddituale negativo della continuità in contrasto con le previsioni del piano. Il giudice ha poi stabilito la comparizione dell'AIAS e le società a Lei collegate in camera di consiglio per l'udienza collegiale, il 21 Aprile 2022 alle ore 10,30, per l'accertamento dei presupposti per la revoca all'ammissione del concordato preventivo e l'eventuale dichiarazione di fallimento.

Ma ora cosa succederà? Quale destino potrà avere l'AIAS qualora il concordato fosse effettivamente respinto? Che tipo di assistenza avranno i pazienti? E che destino spetterà ai lavoratori di AIAS?

I lavoratori e le lavoratrici iscritti alla FP della CGIL hanno indetto una assemblea il 16 marzo scorso e si sono confrontati con gli uffici legali, i Segretari regionali e i delegati sindacali della Cgil , manifestando tutte le loro preoccupazioni per il futuro e per il recupero dei crediti da loro vantati, soprattutto alla luce del fatto che la Regione Sardegna, attraverso l'Assessorato alla Sanità, ancora non ha preso una posizione e non ha chiarito quali procedure vuole porre in essere per il mantenimento dei livelli occupazionali e per la prosecuzione dei servizi erogati attualmente dall'AIAS qualora essa è andasse in fallimento.

Resta il grande rammarico di aver accantonato il progetto di SAS DOMOS e di aver buttato via la possibilità di risolvere una situazione incancrenita di disservizi, sprechi e malagestione. A chi giova tutto ciò? Non ai dipendenti e non sicuramente alle migliaia di assistiti.

E' più che mai urgente che la politica metta mano alla situazione. Il tempo sta per scadere. 

Letizia Janas 

Aprile - Testata Giornalistica Regionale
di Articolo Uno Sardegna